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La chiesa di S.Maria in Monticelli, originariamente denominata "S.Maria de Arenula", è situata sull'omonima via di S.Maria in Monticelli e fu così denominata per essere stata costruita su un rialzo di terreno, un "..monticello elevato in modo che nelle maggiori inondazioni di Roma la chiesa rimanga illesa dalle acque". In realtà il "monticello" è dovuto alla presenza nel sottosuolo dell'antico Tempio di Nettuno, costruito dall'architetto greco Hermodoros di Salamina, la cui attività si svolse a Roma tra il 146 ed il 102 a.C. Si trattava di un tempio periptero, cioè circondato da colonne, privo di podio, in quanto le colonne poggiavano direttamente sulla crepidine e riconosciuto in base ai frammenti raffiguranti il "Matrimonio di Nettuno". Non si sa molto circa l'anno di fondazione della chiesa, né del suo architetto: le prime notizie risalgono al restauro (ma probabilmente fu una vera e propria ricostruzione) avvenuto sotto Pasquale II (1099-1118). Sicuramente in questa occasione fu costruito il bellissimo campanile romanico (in primo piano nella foto sotto il titolo), originariamente più alto ma ridotto alle attuali dimensioni al tempo di Paolo V (1605-21), probabilmente per motivi di stabilità. Il campanile, di forma quadrata a quattro piani, presenta bifore a pilastro al primo ed al secondo piano, trifore a pilastro al terzo e trifore a colonnette al quarto piano. La chiesa fu riconsacrata da Innocenzo II nel 1143, non si sa in seguito a quali eventi. A parte il campanile, nulla rimane dell'antica chiesa, in seguito alle ricostruzioni avvenute prima nel 1716, per volere di Clemente XI, ad opera di Matteo Sassi, e poi nel 1860, per volere di Pio IX, ad opera di Francesco Azzurri. Infatti nel 1666 lo "Stato Temporale delle Chiese di Roma" citava questa chiesa come "malridotta": "della cappella di S.Antonio s'è persa l'entrata né c'è chi l'officia.....ha cemeterio dove ci sono molte finestre delle quali ci calano, et vi è uno che ci ha una porta, quali cose tutte hanno bisogno di rimedio". I rimedi arrivarono nel 1716 per volontà di papa Clemente XI, come sopra menzionato, e la chiesa fu completamente ricostruita.

facciata di santa maria in monticelli
1 Facciata barocca


La facciata barocca (nella foto 1), opera di Matteo Sassi, si presenta a due ordini: quello inferiore è suddiviso in tre ordini verticali da quattro paraste, con capitello ionico quelle alle due estremità, senza capitello le due interne in quanto coperte da due colonne ioniche che sostengono i montanti della trabeazione. Un'altra coppia di colonne, perfettamente identiche alle prime, affianca il portale d'ingresso sormontato da una cancellata in ferro che protegge una loggia a volta. L'ordine superiore ospita un convento ed è caratterizzato da una grande finestra ad arco balconata affiancata da due colonne composite che sostengono un frontone segmentale con gli angoli laterali sporgenti.

interno di santa maria in monticelli
2 Interno


L'interno (nella foto 2) presenta una pianta a croce latina con tre navate suddivise da pilastri, all'interno dei quali sono inglobate le antiche colonne di marmo, di pavonazzetto e di bigio, conseguenza del restauro di Matteo Sassi. La chiesa presenta tre cappelle per lato: degne di nota sono la seconda cappella a destra che conserva la “Flagellazione di Cristo”, un affresco attribuito ad Antonio Carracci del XVI secolo, la seconda cappella a sinistra con un magnifico Crocifisso ligneo del Trecento, attribuito a Pietro Cavallini, e la terza cappella a sinistra, dedicata a S.Giovanni Battista, che custodisce una bellissima “Madonna con Bambino e Santi”, opera di Sebastiano Conca. L'edicola dell'altare maggiore presenta una coppia di colonne corinzie in marmo bianco e marrone che sostengono una trabeazione con il fregio in alabastro ed un frontone segmentale. La pala d'altare raffigura la “Presentazione al Tempio di Nostra Signora”, opera attribuita ad A.Bea del XX secolo. Ai lati dell'edicola vi sono gli affreschi dei Ss.Pietro e Paolo di Ercole Ruspi, sotto i quali sono collocati gli scudi araldici dei pontefici Clemente XI e Pio IX (ovvero gli ultimi due che provvidero ai restauri).

mosaico a santa maria in monticelli
3 Mosaico sull'abside


La conchiglia dell'abside contiene un frammento di mosaico del XII secolo (nella foto 3) raffigurante il volto di Cristo Redentore, contornato da una vite a spirale che germoglia da una pentola con la croce. L'arco che racchiude la conchiglia presenta il testo “FUNDAMENTA EIUS IN MONTIBUS SANCTIS”, un riferimento al nome della chiesa (questa è la prima riga del Salmo 87).

madonna auxilium christianorum
4 Madonna Auxilium Christianorum


La chiesa, infine, custodisce un dipinto carico di storia e molto caro al popolo romano, quello della “Madonna Auxilium Christianorum” (nella foto 4). Il titolo fu attribuito alla Vergine Maria da papa Pio V che Le affidò le sorti della flotta cristiana prima della Battaglia di Lepanto (1571); successivamente papa Pio VII, volendo ringraziare a sua volta la Madre del Signore per essere stato finalmente liberato, dopo lunghi anni, dalle mani di Napoleone, introdusse la festa omonima il 24 maggio 1815. Questo dipinto fu realizzato nel 1817 per essere collocato nella chiesa di S.Maria in Monticelli e l'11 maggio di quello stesso anno fu portato al Pontefice in Vaticano affinché lo benedicesse e gli imponesse un titolo. Appena il Papa vide la devota immagine, provò talmente grande emozione che proruppe all'istante nella sacra invocazione “Maria Auxilium Christianorum, ora pro nobis”. Sin dal giorno dell'inaugurazione fino ai tempi nostri il dipinto è circondato dall'affetto e dalla devozione del popolo con offerte, voti e preghiere.