Questo sito utilizza soltanto cookies tecnici che non necessitano di consenso. Non raccogliamo altri dati personali sulla vostra navigazione. Se volete saperne di più andate alla pagina Cookie Policy

Seguici su 

La maestosa chiesa barocca di S.Ignazio (nella foto sopra) sorge sulla piazza omonima e fu costruita dal cardinale Ludovico Ludovisi nel 1626 in onore di S.Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. La chiesa fu edificata adiacente al Palazzo del Collegio Romano e sostituì la cinquecentesca chiesa di "S.Maria Annunziata", fortemente voluta da Vittoria Frangipane, marchesa della Tolfa, moglie di Camillo Orsini e nipote di Paolo IV. La chiesa dell'Annunziatina (così era popolarmente denominata) sorgeva pressappoco a metà dell'attuale via di S.Ignazio e fu costruita dall'architetto gesuita Giovanni Tristano nel 1567 affinché servisse al Collegio Romano. L'episodio alla quale è legata la storia di questa chiesetta, dandole sicuramente lustro ed onore, fu quello di accogliere e custodire, nel 1623, le spoglie di Gregorio XV, fino alla tumulazione definitiva nella chiesa di S.Ignazio. Già alla fine del Cinquecento, però, la piccola chiesa risultava insufficiente rispetto alle necessità del gran numero di collegiali: fu così che il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di Gregorio XV, nel 1620 ebbe l'idea di erigere una chiesa importante in onore di S.Ignazio. Il progetto di realizzazione venne affidato ad Orazio Grassi che si avvalse dei disegni di Carlo Maderno, Paolo Martucelli ed Orazio Torriani: l'area per l'edificazione della nuova chiesa fu ricavata dalla parte vecchia del Collegio, quella donata dalla marchesa Frangipane, nella quale furono demoliti vari ambienti. La cerimonia della prima pietra avvenne nel 1626 e la chiesa fu aperta al pubblico, in via provvisoria, nel 1650, con l’interno parzialmente sbarrato fino alla prima linea della crociera: si dovettero attendere ancora ben 35 anni affinché fosse completata, anche se la cerimonia di consacrazione avvenne soltanto nel 1722. La facciata (nella foto sotto il titolo) è a due ordini orizzontali: quello inferiore, scandito da colonne e paraste binate, presenta un portale centrale, inquadrato da due colonne con capitelli corinzi e fiancheggiato da due nicchie vuote, e due portale minori laterali; l’ordine superiore presenta un finestrone con due nicchie ai lati. Tra i due ordini corre la seguente iscrizione: “S(ANCTO) IGNATIO SOC(IETATIS) IESU FUNDATORI LUD(OVICUS) CARD(INALIS) LUDOVISIUS S(ANCTAE) R(OMANAE) E(CCLESIAE) VICE CANCELLAR(IUS) A(NNO) DOM(INI) MDCXXVI”, ovvero “A S.Ignazio fondatore della Compagnia di Gesù il cardinale Ludovico Ludovisi Vice Cancelliere di Santa Roma Chiesa nell’Anno del Signore 1626”. Un timpano con la croce, con sei candelabri e lo stemma Ludovisi, corona la facciata. L’interno presenta una pianta a croce latina, con un presbiterio absidato e sei cappelle laterali: a destra troviamo la Cappella di S.Cristoforo, la Cappella di S.Giuseppe o Cappella Sacripante, disegnata da Nicola Michetti e realizzata a spese del cardinale Giuseppe Sacripante, e la Cappella di S.Gioacchino; a sinistra la Cappella del Crocifisso, dove si trova un crocifisso del XVIII secolo, la Cappella di S.Francesco Saverio e la Cappella di S.Gregorio Magno.

gloria di sant'ignazio
1 Volta con la "Gloria di S.Ignazio"


Osservando le geometrie dei marmi sul pavimento, si può notare un disco giallo posto al centro della navata centrale che indica il punto migliore da cui osservare il meraviglioso affresco della volta, opera dell’architetto gesuita Andrea Pozzo, che ha realizzato un gioco di prospettiva che dà la sensazione di uno spazio infinito: vi è raffigurata la “Gloria di S.Ignazio” (nella foto 1), con un raggio di luce che si irradia dal costato del Cristo ed illumina il Santo, riflettendosi verso le quattro figure allegoriche che rappresentano i quattro continenti allora conosciuti, rappresentati da giovani donne sedute su animali: Europa con scettro e corona sopra un cavallo, Asia con lo sguardo verso il cielo sopra un cammello, Africa, una donna di colore con capelli crespi, sopra un coccodrillo e America con corona di piume sopra un puma.

finta cupola a sant'ignazio
2 La "Finta Cupola" di Padre Pozzo


Procedendo verso l’altare si trova un altro disco giallo da cui ammirare l’opera più famosa di padre Pozzo, la Finta Cupola (nella foto 2), una tela di 17 metri di diametro realizzata nel 1685 con una fantastica prospettiva per sopperire alla mancanza della reale cupola progettata e mai realizzata.

presbiterio a sant'ignazio
3 Presbiterio


Anche il presbiterio e l'abside (nella foto 3) sono opere di Andrea Pozzo ed anche qui l’effetto prospettico stupisce: tre affreschi tra finte colonne scanalate diritte su una superficie che sembra poligonale mentre in realtà è concava. Le pitture illustrano i momenti fondamentali della vocazione di S.Ignazio e degli inizi della Compagnia di Gesù. Sull'altare è situata la Visione di S.Ignazio a La Storta (sulla via Cassia), a destra S.Ignazio accoglie S.Francesco Borgia nella Compagnia di Gesù ed a sinistra l'Invio di S.Francesco Saverio nelle Indie. Nella volta e nel catino absidale sono rappresentati l'Assedio di Pamplona ed il ferimento del Santo, e la Gloria di S.Ignazio attraverso la cui intercessione gli appestati vengono guariti.

altare di san luigi gonzaga
4 Altare dedicato a S.Luigi Gonzaga


Nel transetto destro troviamo l'altare dedicato a S.Luigi Gonzaga (nella foto 4) realizzato da Andrea Pozzo nel 1698. La pala di marmo al centro rappresenta la Gloria di S.Luigi Gonzaga, con le allegorie della Penitenza e della Purezza in alto, mentre sotto l’altare è situata l’urna in lapislazzuli contenente i resti del santo.

altare di san giovanni berchmans
5 Altare dedicato a S.Giovanni Berchmans


Nel transetto sinistro l'altare è dedicato alla Ss.Annunziata ed a S.Giovanni Berchmans (nella foto 5), opera di Francesco Cerroti del 1749: l'urna contiene le spoglie di S.Giovanni Berchmans, studente in filosofia del Collegio Romano, morto nel 1621 e qui trasferito nel 1873. La pala marmorea, opera di Filippo della Valle, rappresenta l'Annunziata.

monumento funebre di gregorio xv
6 Monumento funebre di Gregorio XV e del cardinale Ludovisi


A destra del presbiterio è situata la Cappella Ludovisi con il Monumento funebre di papa Gregorio XV e del cardinale Ludovico Ludovisi (nella foto 6), realizzato tra il 1709 ed il 1717 su disegno dello scultore Pierre Legros; le due statue alate con la tromba in alto sono rappresentazioni allegoriche della Fama ed ai lati dell’urna si trovano le figure della Religione e della Munificenza, tutte attribuite allo scultore francese Pierre Etienne Monnot, mentre in basso si trova il medaglione funebre del cardinale Ludovisi tra due puttini di Pierre Legros. Nelle nicchie angolari della Cappella Ludovisi sono collocate le quattro statue in stucco raffiguranti le Virtù realizzate tra il 1685 ed il 1686 dallo scultore Camillo Rusconi, (la Fortezza, la Giustizia, la Prudenza e la Temperanza). A sinistra del presbiterio è situata la gigantesca Statua di S.Ignazio, opera di Camillo Rusconi del 1728, modello di quella in marmo realizzata per la Basilica Vaticana. Legata alla chiesa di S.Ignazio è la bellissima tradizione romana dell'Ottocento: la caduta della "palla" dal cornicione della chiesa. Alle ore 11,56 veniva innalzata, sul timpano della chiesa, un'asta di pino lunga 6 metri lungo la quale una gran palla di vimini dipinta di nero veniva fatta scendere alle 12.00 in punto: la discesa era il segnale per il colpo di cannone sparato da Castel S.Angelo (in seguito trasferito a Monte Mario ed infine al Gianicolo). L'esattezza dell'ora era determinata dal collegamento tra la chiesa e l'attiguo Palazzo del Collegio Romano che ospitava l'Osservatorio Astronomico.

edifici denominati burrò
7 Edifici denominati Burrò


Dinanzi alla chiesa si apre la piazza di S.Ignazio, realizzata dall'architetto Filippo Raguzzini tra il 1727 ed il 1728 con un aspetto rococò offerto dagli edifici che tanto ricordano i panciuti mobili d'epoca e per questo soprannominati "canterani" o "burrò" (nella foto 7), dal francese "bureaux". La tradizione vuole che gli edifici siano stati costruiti appositamente in modo così particolare per attrarre l'attenzione del viandante e distoglierla dalla facciata esageratamente alta della chiesa.