Questo complesso medioevale costituito dalla Torre dei Pierleoni e dalla casa adiacente con bifore e trifore in peperino risale al XII secolo e viene tradizionalmente attribuito ai Pierleoni, probabilmente soltanto perché la ricca famiglia aveva numerosi possedimenti nella zona, come la cosiddetta Casa dei Pierleoni, la torre sull’Isola Tiberina o le stesse fortificazioni sull’antistante Teatro di Marcello.

Sulla facciata della torre possiamo ammirare una bella immagine di Maria Immacolata (nella foto 1) qui collocata nel 1954. Sotto la Sacra Immagine è posta la seguente iscrizione:
HEIC POPULUS ROMANUS
GRATI ANIMI MONIMENTUM
HANC IMAGINEM POSUIT
QUO AD POSTEROS CONSECRATAE URBIS
III KAL IUN AN DOM MCMXLVIII
CORDI DEIPARAE IMMACULATAE
MEMORIA PERENNARET
VI ID DEC A D MCMLIV
ovvero “Qui il popolo romano pose questa immagine come testimonianza di gratitudine affinché ai discendenti della Città consacrata il 30 maggio dell’Anno del Signore 1948 si conservasse a lungo la memoria del Cuore Immacolato di Maria. 8 Dicembre Anno del Signore 1954”. L’iscrizione si riferisce ai fatti avvenuti il 30 maggio 1948 quando, dall’alto dell’Arce Capitolina, il Sindaco di Roma Salvatore Rebecchini pronunziò a nome del Popolo Romano la formula di consacrazione della Città di Roma al Cuore Immacolato di Maria.
Ma ciò che rende particolarmente interessante questo complesso è il fatto che si tratti del poco che rimane della struttura edilizia medioevale un tempo situata lungo l’attuale Via del Teatro di Marcello, prima che gli sventramenti avvenuti tra il 1926 ed il 1938 per il cosiddetto “raschiamento del Campidoglio“, ovvero per l’isolamento del Teatro di Marcello e l’apertura della Via del Mare (oggi Via del Teatro di Marcello), facessero “tabula rasa” di tutto il quartiere medioevale. Sparirono Via della Bufola, l’Arco dei Saponari, Vicolo della Campana, Monte Caprino, Via Tor de’ Specchi, le chiesette medioevali S.Maria in Vincis (rifatta nel Seicento), S.Andrea de Vincis (rifatta nel Settecento) e S.Nicola de’ Funari con begli stucchi settecenteschi. Purtroppo scomparve anche Piazza Montanara, uno degli ambienti popolari più famosi di Roma, dove un tempo sostavano gli scrivani pubblici e si davano convegno i contadini provenienti dalla campagna. Apparentemente inspiegabile il fatto che il complesso costituito dalla casa e dalla torre dei Pierleoni, misero avanzo della quinta che chiudeva Piazza Montanara, non soltanto non venne distrutto ma venne anche ristrutturato, utilizzando elementi architettonici (come le finestre) appartenuti ad edifici adiacenti che vennero invece demoliti. Il motivo della sua conservazione va ricercato nella teatralità urbanistica che questa torre compone insieme all’antistante torre-campanaria di S.Nicola in Carcere: due giganteschi pilastri, in pratica, che furono posti come monumentali “segnacoli iniziali” della nuova Via del Mare.
