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S.Agostino

La chiesa di S.Agostino, situata nell'omonima piazza, fu una delle prime chiese romane del Rinascimento e fu eretta dal 1479 al 1482 da Giacomo da Pietrasanta e Sebastiano da Firenze per conto del cardinale D'Estouteville: la peculiarità sta nel fatto che la facciata utilizza il travertino prelevato dal Colosseo. L'interno, a croce latina, è suddiviso in tre navate. Fu la prima chiesa di Roma ad avere una cupola; rimodernata dal Vanvitelli nel 1760 e decorata dal Gagliardi nel 1856, la chiesa conserva illustri monumenti e pitture, tra cui la famosa "Madonna del Parto" (nella foto 1), che la tradizione vuole fosse stata realizzata con l'adattamento di un'antica statua romana raffigurante "Agrippina con il piccolo Nerone in braccio", mentre è superba fattura di Jacopo Tatti detto "il Sansovino". È forse la più venerata della Madonne romane, traboccante di ex voto di ogni genere. In un sarcofago di verde antico riposa S.Monica, madre di S.Agostino, morta ad Ostia nel 387 e qui trasportata: l'opera viene attribuita ad Isaia da Pisa. L'altare maggiore è sicuramente di Gian Lorenzo Bernini ed ospita una "Madonna" bizantina. Un'altra statua che in passato fu celeberrima fuori e dentro Roma è la "S.Anna" di Andrea Sansovino, che un tempo era nella navata maggiore e che ora si trova nella seconda cappella a sinistra: nel giorno di S.Anna tutti i poeti di Roma venivano ad appendere intorno al simulacro i loro componimenti poetici, che si conservano ancora in un volume conservato nella chiesa. Altrettanto famoso è il quadro del Caravaggio, la "Madonna dei Pellegrini" (nella foto 2), che la leggenda vuole dipinto dal tormentato pittore lombardo quando si rifugiò nella chiesa per sfuggire all'arresto ed alla condanna perché aveva ucciso con un colpo di mazza, a piazza Navona, il padre di una ragazza da lui sedotta. Nella chiesa, oltre a quella di S.Monica già accennata, vi sono altre sepolture illustri, come quelle dei cardinali Lorenzo e Renato Imperiali, ma è curioso notare che insieme alle venerate spoglie di santi e cardinali vi giacessero anche le salme di famose cortigiane di alto bordo, proprio per distinguersi dalle prostitute di basso ceto che invece venivano sepolte nella zona del Muro Torto: qui trovarono sepoltura Fiammetta, amante preferita di Cesare Borgia, Giulia Campana, la famosa Tullia d'Aragona e la sorella Penelope. Le cortigiane erano anche assidue frequentatrici di questa chiesa, tanto che avevano dei banchi a loro destinati nelle prime file e questo proprio per evitare che i fedeli, guardandole, si distraessero durante le prediche e le sacre funzioni.

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