La struttura originaria di Palazzo del Bufalo era un edificio cinquecentesco di proprietà Ferretti che fu completamente modificato tra il 1620 ed il 1630 da Francesco Peparelli per la famiglia del Bufalo, che lo avevano acquistato nel Cinquecento. I del Bufalo, proprietari anche di un altro palazzo a Piazza Colonna, furono molto impegnati nella ristrutturazione urbanistica della zona, come indica la creazione della fognatura per le acque di scarico che, iniziando da Piazza Grimana (attuale Piazza Barberini), convogliava le acque putride del palazzo fino al collettore sottostante il Corso, tanto che l’attuale Via del Bufalo fu denominata anche Via della Chiavica del Bufalo. Il palazzo è stato oggetto di continui restauri che hanno mantenuto integra la sua struttura, nonostante la sopraelevazione ottocentesca.

L’edificio sviluppa la facciata su due piani di finestre architravate sopra un pianterreno dove aprono, sempre tra finestre architravate, due portali: l’ala dell’edificio che si protende verso Via del Nazareno (nella foto sotto il titolo) presenta un portale al civico 3 (nella foto 1), ad arco bugnato, sovrastato dallo stemma di un animale feroce (probabilmente una leonessa) accompagnato dal motto CUM FERIS FERUS, ossia “Feroce con chi è feroce”. Al di sopra si trova una bella finestra affiancata da due colonne e sormontata da un timpano spezzato.

L’ala dell’edificio che si protende verso Via del Bufalo (nella foto 2) presenta un portale a grandi bugne al civico 8 (nella foto 3), con una testa di bufalo in chiave e sormontato da un balcone che poggia su due grandi mensole.

A coronamento, un cornicione e la sopraelevazione ottocentesca con finestre a cornice semplice. Il palazzo fu anche sede di due giornali, “L’Italia” e “Corriere d’Italia”, fino agli anni Trenta. Di fronte al palazzo, su Largo del Nazareno, è situata una fontana con lo stemma della famiglia del Bufalo.
