S.Paolo alle Tre Fontane (nella foto sopra) è la chiesa più antica dell’Abbazia, eretta nel V secolo sul luogo dove, secondo la tradizione, S.Paolo subì il martirio e la decapitazione, come recita la grande targa marmorea posta sull’architrave della facciata, sopra il portale di accesso:
S.PAULI APOSTOLI
MARTYRII LOCUS
UBI TRES FONTES
MIRABILITER ERUPERUNT
ovvero “Luogo del martirio di S.Paolo Apostolo dove tre fonti sgorgarono miracolosamente”. La leggenda infatti narra che la testa dell’Apostolo Paolo, tagliata dal corpo, sia rimbalzata tre volte per terra prima di fermarsi e che, ad ogni balzo, dal suolo sia scaturita una polla d’acqua: la prima calda, la seconda tiepida, la terza fredda. Sulle tre fontane, che a lungo conservarono le tre differenti temperature delle acque, furono erette tre edicole in ricordo del miracolo avvenuto. La chiesa che oggi ammiriamo fu realizzata da Giacomo Della Porta nel 1599 per volere del cardinale Pietro Aldobrandini, in un elegante alternarsi di mattoni e travertino, utilizzato per gli elementi decorativi del portale, delle cornici e dei capitelli. Due statue sovrastano il timpano della facciata, quelle dedicate a S.Paolo ed a S.Pietro e realizzate da Nicolas Cordier detto il Franciosino.

Le pareti laterali del vestibolo, subito dopo l’ingresso, custodiscono due altorilievi donati da Pio IX che raffigurano il martirio dei due Apostoli Pietro e Paolo: uno (nella foto 1 a sinistra) in memoria del 18° centenario della morte dell’Apostolo Pietro, il secondo (nella foto 1 a destra) in ricordo della sconfitta delle truppe garibaldine, il 3 novembre 1867, da parte dell’esercito pontificio (in memoriam victoriae ad Nomentum).

Dopo un piccolo vestibolo si accede ad una navata trasversale dove sono situate, su tre diversi livelli che testimoniano l’antica pendenza del luogo, le tre fontane (nella foto 2), sulle quali furono edificate tre edicole a forma di nicchia con colonne di marmo nero di Chio, sovrastate dallo stemma Aldobrandini e da un catino a conchiglia e su ognuna delle quali è scolpita la testa di S.Paolo. Per molto tempo l’acqua fu distribuita ai fedeli perché ritenuta miracolosa per varie malattie, ma nel 1950, a causa dell’inquinamento, il flusso venne chiuso.

Dietro l’edicola centrale è rappresentato, sulla parete dell’abside (nella foto 3), il Martirio di S.Paolo, mentre al di sopra, nel catino absidale, la Gloria dell’Apostolo.

Alle due estremità della navata vi sono due cappelle che custodiscono due altari sormontati da dipinti: a sinistra vi è l’altare dedicato a S.Pietro (nella foto 4) che raffigura la copia della Crocifissione di Guido Reni (il cui originale è conservato nella Pinacoteca Vaticana);

a destra vi è l’altare dedicato a S.Paolo (nella foto 5) sormontato dalla pala raffigurante la Decollazione, realizzata da Bartolomeo Passarotti.

Nell’angolo di destra, protetta da una cancellata, si trova la colonna (nella foto 6) alla quale la tradizione vuole che S.Paolo sia stato legato durante il martirio.

Degno di menzione il bellissimo mosaico romano policromo (nella foto 7), riportato alla luce nel 1864 e posto sul pavimento della navata, risalente al II secolo d.C., con le personificazioni delle Quattro Stagioni e proveniente da Ostia Antica: fu donato da Pio IX nel 1867, in occasione del restauro della chiesa. Il mosaico è diviso in 5 riquadri: al centro è situato un rettangolo contornato da quattro riquadri che contengono i busti delle stagioni, accompagnati dalle scritte HIEMS (Inverno), VER (Primavera), AUTU(MNUS) (Autunno) ed AESTAS (Estate).
