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Un angusto vicoletto che univa via di S.Marcello con la via dell'Archetto conteneva un'Immagine della Vergine dipinta intorno al 1690 da Domenico Muratori, allievo del Carracci, per conto della marchesa Savorelli Papazzurri. Nel 1696 la Vergine mosse gli occhi e questo evento indusse la proprietaria a farla collocare sotto l'archetto del vicolo per esporla alla venerazione pubblica. Là rimase fino al 1751, anno della prima edificazione dell'edicola e della posa in opera di due cancelli, ciascuno sullo sbocco del vicolo, per proteggere gli ex-voto, anche preziosi, che oramai si erano fatti numerosi.

1 La Madonna dell'Archetto


Nel 1796 accadde di nuovo il prodigio, al quale assistettero numerosi testimoni oculari, durante il quale la Vergine (nella foto 1) mosse gli occhi e pianse a causa dell'invasione francese nello Stato Pontificio, insieme ad altre Immagini Sacre sparse per la città quali la Madonna dell'Arco dei Pantani, la Madonna Addolorata, la Madonna della Provvidenza, la Madonna del Rosario o quella posta nella chiesa di S.Niccolò de' Prefetti. Alla metà dell'Ottocento avvenne la trasformazione completa del luogo: il vicolo fu chiuso e ridotto a cappella per volere dei Savorelli Papazzurri che incaricarono l'architetto Virginio Vespignani di costruire il piccolo tempio, vero gioiello di arte neo-rinascimentale. La solenne inaugurazione avvenne il 31 maggio 1851, come ricorda la lapide apposta sopra l'ingresso, con grande concorso di cardinali ed autorità. Il santuario, dichiarato monumento nazionale d'arte, è sormontato da una cupola riccamente decorata con intagli di legno, di limitata grandezza ma di grandioso aspetto. La piccola navata è abbellita da statue in gesso dello scultore Luigi Simonetti raffiguranti angeli in forma di cariatidi.