Via Monterone

via monterone

Via Monterone e la chiesa che qui sorge, S.Maria in Monterone (nella foto sopra), prendono il nome dalla famiglia senese dei Monteroni che qui risiedettero. L’edificio dei Monteroni occupava l’area tra Via di Torre Argentina, Via de’ Nari e Via Monterone, con una struttura risalente al periodo medioevale. Dai Monteroni il palazzo passò alla famiglia Vettori (per questo motivo la via fu temporaneamente denominata anche Via dei Vettori), poi ai Peretti, ai Nari ed infine ai Sinibaldi.

edifici cinquecenteschi a via monterone
1 Edifici cinquecenteschi

Il prospetto su Via Monterone è costituito da due differenti costruzioni cinquecentesche (nella foto 1): una, quella più alta a sinistra, è composta da tre piani con finestre architravate ed un elegante portale a cornice modanata al civico 4.

portale bugnato a via monterone
2 Portale bugnato al civico 6

L’altra, più bassa ed a destra, anch’essa con finestre architravate ed un portale (nella foto 2) che apre al civico 6 con grandi bugne a raggiera.
La chiesa di S.Maria in Monterone (nella foto sotto il titolo) ha origini assai antiche: si ritiene che sia stata fondata su un tempio del I secolo a.C., forse il Tempio del Buon Evento, del quale sfrutterebbe anche due pareti perimetrali, quella meridionale e quella occidentale. Le prime notizie ufficiali di questa chiesa risalgono al 1186, contenute in una bolla papale di Urbano III, nella quale viene indicata come dipendente dalla chiesa di S.Lorenzo in Damaso. Fu restaurata nel 1245, sotto il pontificato di Papa Innocenzo IV, poi nel 1597, sotto il pontificato di Papa Clemente VIII, in occasione del quale il pavimento venne rialzato per preservarlo dalle continue piene del Tevere e successivamente, nel 1682, sotto il pontificato di Innocenzo XI, quando fu costruita anche l’attuale facciata, divisa in due ordini orizzontali spartiti da doppie paraste. L’ordine inferiore presenta un portale con timpano curvilineo e due finestre ovali, mentre quello superiore una grande finestra affiancata da due finestrelle rettangolari. Il timpano, sormontato da una croce, presenta al centro un volto di angelo e la scritta:

D(EO) O(PTIMO) M(AXIMO)
DEIPARAE VIRGI(NI) ASSUMPTAE
ANNO DOMINI MDCLXXXII
PHILIPPUS SILVA RECTOR
FECIT

ovvero “A Dio Ottimo Maximo, il Rettore Filippo Silva fece per la Vergine Assunta Madre di Dio nell’Anno del Signore 1682”.
Nel 1815 Pio VII affidò il complesso ai Missionari Redentoristi che, nel 1848, commissionarono il restauro all’architetto Pietro Camporese il Giovane dedicando, in quell’occasione, una delle cappelle al loro santo fondatore, S.Alfonso Maria de´ Liguori.

interno di s.maria in monterone
3 Interno di S.Maria in Monterone

L’interno di S.Maria in Monterone (nella foto 3), a pianta basilicale, è a tre navate divise da otto colonne con capitelli ionici tutti diversi tra loro, probabilmente materiale di spoglio: le colonne non sono state mai interessate dai restauri e risalgono pertanto all’originaria fondazione medioevale.

altare delle anime
4 Altare delle Anime

Sulla navata destra possiamo ammirare l’Altare delle Anime (nella foto 4), in marmi policromi, della metà del XIX secolo, con la pala realizzata da Giovanni Gagliardi nel 1889. Il soggetto vede la Vergine Maria che, a seguito delle invocazioni dei suoi devoti, manda gli angeli a liberare le Anime del Purgatorio, ormai purificate, per presentarle al trono di Dio.

cappella dell'angelo
5 Cappella dell’Angelo

In fondo alla navata è situata la Cappella dell’Angelo (nella foto 5), realizzata nel XVIII secolo da Anonimo e così denominata per l’angelo in primo piano.

madonna di monterone
6 Madonna di Monterone

Il presbiterio, rialzato di un gradino, è cinto da una lavorata balaustra marmorea. L’altare maggiore è dominato da una splendida tela settecentesca (nella foto 6) raffigurante, a destra, S.Pietro Nolasco, fondatore dei Mercedari, e S.Pietro Pascasio, dello stesso Ordine: questi, insieme a due schiavi in catene, venerano la Madonna di Monterone, realizzata probabilmente da Pompeo Batoni nel XVII secolo, inserita in un ovale praticato nella pala stessa e sorretta da un angelo, mentre altri due angioletti, uno bianco ed uno moro, contemplano la Vergine. La pala è situata tra due colonne di corallina pallida, sormontate da capitelli corinzi, che sostengono l’architrave e il timpano triangolare sovrapposto.

monumento funebre del cardinale durazzo
7 Monumento funebre del cardinale Durazzo

A sinistra dell’altare si trova il Monumento funebre del cardinale Stefano Durazzo (nella foto 7), risalente al 1667. La figura marmorea di uno scheletro alato, seduto sopra un sarcofago, in un tendaggio di marmi neri, con la mano destra indica, come un trofeo di vittoria, il medaglione con l’immagine del cardinale; in alto il monumento è concluso da lunghi tendaggi drappeggiati dai quali, al centro, emergono due putti che sostengono lo stemma di famiglia coronato da un cappello cardinalizio.

cappella di s.alfonso de liguori
8 Cappella di S.Alfonso de’ Liguori

A sinistra del presbiterio si trova la Cappella di S.Alfonso Maria de’ Liguori (nella foto 8), realizzata nel 1848 su disegno dell’architetto Pietro Camporese il Giovane. La piccola balaustra all’ingresso fu offerta da Pio IX in onore del Santo. La pala raffigura S.Alfonso in abiti vescovili che mostra il Crocifisso. Molto bella la cupoletta, con stucchi fiorati di Eracliano Frontini, a cassettoni e rosoni dorati, con il lanternino coperto a cristalli.
L’edificio posto sulla destra della chiesa (nella foto in alto sotto il titolo) corrisponde all’antico ospizio voluto dai Monteroni per i pellegrini senesi, in virtù del quale ebbero anche il giuspatronato sulla chiesa. Nel 1730 edificio e chiesa annessa furono assegnati da Papa Benedetto XIII ai Padri Mercedari dell’Ordine della Beata Vergine della Mercede: il palazzo, restaurato da Giuseppe Sardi nello stile tipico del rococò romano, divenne il convento dei Padri Mercedari fino al 1815, quando chiesa e convento passarono per volontà di Pio VII ai Padri Redentoristi dell’ordine fondato da S.Alfonso Maria de’ Liguori e detto della Congregazione del Santissimo Redentore. La piccola e splendidamente decorata facciata sviluppa su due piani: al pianterreno apre un portale a doppia cornice sovrastato da una piccola finestra ovale; al piano nobile una finestra riccamente decorata con festone e conchiglia, al secondo piano una piccola finestra ovale, anch’essa decorata con una conchiglia. A coronamento un elegante cornicione su mensole.

palazzo pescatori serventi a via monterone
9 Palazzo Pescatori Serventi

Al civico 69 di Via Monterone è situato Palazzo Pescatori Serventi (nella foto 9), costruito nel Cinquecento per la famiglia Pescatori e venduto ai Serventi nell’Ottocento. L’edificio, restaurato nel 1991, è ad angolo con Corso Vittorio Emanuele II con due facciate simili nelle strutture architettoniche, alterate al pianterreno dalle moderne porte negozio. Su Via Monterone apre un bel portale a bugne irregolari. Le finestre del primo piano sono architravate e poggiano sul marcapiano, quelle del secondo piano sono incorniciate.

palazzo andosilla a via monterone
10 Palazzo Andosilla

Al civico 79 di Via Monterone si trova Palazzo Andosilla (nella foto 10), una famiglia spagnola di mercanti trasferitasi a Roma alla fine del Cinquecento; questo palazzo fu costruito agli inizi del Cinquecento e qui vi nacque la beata Chiara Andosilla che fondò nel 1641 l’Ordine delle Carmelitane Scalze. L’edificio fu venduto nel 1851 da Caterina Andosilla, vedova del marchese Filippo Andosilla, al mercante romano Francesco Roncetti. Il palazzo sviluppa su quattro piani con sette finestre ognuno, architravate con cartelle (rettangoli a rilievo) sotto i davanzali al primo e con semplice cornice agli altri. A coronamento un elegante cornicione, mentre a pianterreno apre un bel portale architravato affiancato da finestre architravate ed inferriate ai lati e due porte di rimessa ad arco ribassato.

palazzo vipereschi capranica del grillo a via monterone
11 Palazzo Vipereschi Capranica del Grillo

Al civico 76 di Via Monterone si trova Palazzo Vipereschi Capranica del Grillo (nella foto 11), posto ad angolo con Via dei Redentoristi, la struttura originaria del quale risale al Cinquecento, quando fu eretta da un allievo di Antonio da Sangallo il Giovane: a due piani, oltre al pianterreno ed al mezzanino, fu proprietà dei Vipereschi, oriundi di Corneto, estintisi nel Settecento. Nel 1633 l’edificio divenne proprietà dell’Arciconfraternita della Santissima Annunziata, alla quale era pervenuto per testamento da un tale Orazio Manili.

casa natale di giuseppe gioachino belli
12 Casa natale di Giuseppe Gioachino Belli

L’Arciconfraternita lo tenne in affitto ad appartamenti dal 1791 e qui, proprio quell’anno, il 7 settembre, nacque Giuseppe Gioachino Belli, come indica anche una targa apposta sul lato dell’edificio (nella foto 12) che si affaccia su Via dei Redentoristi:

GIUSEPPE GIOACHINO BELLI
POETA DI ROMA
IN QUESTO LUOGO
DEL RIONE S.EUSTACHIO
NACQUE IL 7-IX-1791
S P Q R 1994

Nel 1860 l’Arciconfraternita vendette l’edificio ai Capranica del Grillo, i quali lo fecero ristrutturare completamente tra il 1862 ed il 1864 dall’architetto Gaetano Bonoli: fu rialzato di altri due piani, le facciate furono rinnovate e l’interno ristrutturato in nuovi ambienti con decorazioni ad affresco. Il palazzo presenta due porte a bugne e con architrave, oltre a finestre su mensole; nelle due porte ad arco che affacciano su Via dei Redentoristi, ai civici 11 e 13, si può leggere sulla prima ANNO, sulla seconda MDCCCLXIV, ovvero “Nell’anno 1864”, quando fu compiuto il sopracitato restauro del Bonoli.

colonna su via dei redentoristi
13 Colonna su Via dei Redentoristi

Poco oltre si può notare una colonna di granito rosa (nella foto 13) incassata in un angolo dell’edificio: il capitello è sormontato da una figura diabolica con ali di drago, forse un riferimento allo stemma dei Vipereschi che era costituito da tre draghi d’argento su fondo rosso con banda azzurra.

balcone ad angolo di palazzo vipereschi capranica del grillo
14 Angolo con balcone

Molto bello e caratteristico quest’angolo rientrante del palazzo (nella foto 14) che si affaccia su Via dei Redentoristi: i due portali (ai civici 7 e 9) con roste artistiche sono sormontati da un bellissimo balcone angolare su mensole, con una decorazione che si ripete sull’architrave delle due porte-finestre; in questo piccolo slargo è situata anche una targa che ricorda che

IN QUESTO PALAZZO
VISSERO
ADELAIDE RISTORI
CAPRANICA DEL GRILLO
GRANDE ATTRICE DRAMMATICA
(1882-1906)
E
ALDO PALAZZESCHI
INSIGNE POETA
E SCRITTORE
(1885-1974)
S P Q R