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"I Vestigi dell'Antichità di Roma" è un'opera composta da un frontespizio e 39 tavole, eseguite ad acquaforte, nel margine delle quali sono incise delle iscrizioni storico-descrittive (per la prima volta apparvero in una veduta) a mo' di rubrica, che illustrano puntualmente il monumento rappresentato ed offrono, talvolta, notizie (non sempre precise né prive di errori) su recenti rinvenimenti e scavi, lavori in corso e mutate destinazioni di edifici. I fogli sono ordinati seguendo un itinerario che permette di attraversare le più importanti rovine della città antica. La raccolta annovera ben nove edizioni: la prima, pubblicata in occasione del Giubileo del 1575 da Lorenzo della Vaccheria, è dedicata a Giacomo Boncompagni, Governatore Generale della Santa Chiesa. Il frontespizio è composto da una targa centrale con il titolo e la dedica al cardinale Giacomo Boncompagni, sormontato dallo stemma papale Boncompagni (Gregorio XIII). A sinistra è raffigurata l'allegoria della Fama con la targa che recita "Senza temer di tempo o' di sua rabbia"; a destra, invece, è raffigurato il Tempo con la targa "E pur la fama d'un mortal non domo". Al centro, sul basamento, la targa centrale accompagnata da quattro riquadri con le insegne della bottega di Lorenzo della Vaccheria, ovvero palme e rami di palma intrecciati, che così recita: “IN ROMA appresso Lorenzo della Vaccheria alla insegna della palma Con privilegio del Som pont L'ANNO MDLXXV” (1575).