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Il Passetto, noto anche come Corridoio di Borgo o, in gergo romanesco, "Coridore de Borgo", è il più lungo tratto rimasto delle mura che Leone IV fece erigere tra l'848 e l'852 d.C. per difendere l'area vaticana dalle eventuali invasioni saracene, 1  Porta S.Pellegrinocreando una cittadella fortificata che dal nome del pontefice stesso prese il nome di Civitas Leoniana, ovvero Città Leonina. Soltanto nei secoli successivi, nel momento in cui le mura ebbero bisogno di restauri, fu realizzato all'interno del Corridore il lungo passaggio coperto che fila diritto dai palazzi apostolici alla fortezza di Castel S.Angelo. Meno certo l'artefice primo di questo corridoio: secondo alcuni fu Niccolò III nel 1278, secondo altri fu Bonifacio IX (1389-1404) che avrebbe iniziato i lavori, terminati poi dall'antipapa Giovanni XXIII, ossia Baldassarre Cossa. Anche Niccolò V (1447-55), Sisto IV (1471-84) e Alessandro VI (1492-1503) restaurarono questo tratto di mura, tanto che allo stesso Alessandro VI qualcuno attribuisce la paternità del Corridore. Le ragioni che spinsero a realizzare questo strano ambiente sono più che evidenti: dare ai pontefici, in vista del pericolo che avrebbero corso durante un assedio, la possibilità di rifugiarsi rapidamente e ben protetti fra le munitissime mura della fortezza, anche se spesso venne utilizzato per condurre nella prigione di Castello personaggi dei quali non si doveva conoscere né la permanenza né la carcerazione. Inoltre ebbe anche importanza strategica perchè, potendo scagliare frecce ed altri proiettili sulle strade e sugli edifici circostanti dagli archi aperti nel cammino di ronda, fu usato anche per controllare l'area di Borgo. Seguiamone ora il percorso più dettagliatamente, iniziando dalla Porta S.Pellegrino, nel punto più vicino alla Basilica Vaticana. La Porta (nella foto 1), oggi quasi interamente coperta dal 2  Largo del Colonnatocolonnato berniniano di piazza S.Pietro, è chiusa fra due torri quadrate coronate di merli. Sotto una finestrella inferriata appare lo stemma di papa Alessandro VI Borgia con la scritta: "ALEXANDER PP VI ANNO MCCCCLXXXXII", ovvero "Papa Alessandro VI nell'anno 1492". Questa porta è conosciuta anche con altri nomi: Viridaria, perchè introduceva ai giardini vaticani, S.Pietro, dei Nibbi, perchè, chiusa e semiabbandonata nel '600 a seguito di una radicale trasformazione della zona, era divenuta asilo di quegli uccelli rapaci, Porta degli Svizzeri, perchè oggi alle sue spalle si trova la caserma della famosa Guardia Svizzera. I due fornici che possiamo notare nella foto 2, situati in largo del Colonnato, furono aperti in periodi differenti: il primo, quello di sinistra, fu aperto da Pio IV nel 1562, unitamente agli altri che danno su via del Mascherino, vicolo del Farinone, vicolo delle Palline (così denominato proprio a causa delle palle che compaiono sullo stemma mediceo del pontefice), vicolo d'Orfeo, vicolo del Campanile e via di Porta Castello. Tutti questi archi permettevano il collegamento fra il vecchio e il nuovo Borgo, quello voluto dal papa mediceo e perciò chiamato "Civitas Pia" (oggi Borgo Pio). Il secondo fornice, quello di destra, fu aperto invece dal Comune di Roma nel 1933, come anche quelli su via 3  Madonna del Ditodel Mascherino e su via di Porta Castello, entrambi del 1950. Degna di nota è la Madonnella settecentesca (nella foto 3) situata sotto il fornice che introduce a vicolo d'Orfeo: un tempietto di legno con due colonne corinzie scanalate e timpano triangolare racchiude una raggiera dorata su sfondo azzurro al cui centro è situato un quadro con la Madonna Addolorata, meglio conosciuta come la Madonna del Dito, per l'unico dito che sporge dal manto della Vergine. Tra i due fornici di via di Porta Castello (nella foto sotto il titolo) è situata la Madonna della Misericordia (protettrice della scuola pontificia Pio IX, sita a breve distanza), qui posta l'8 settembre 1953. Via di Porta Castello è così denominata in ricordo della porta omonima, demolita alla fine dell'Ottocento dal piano regolatore umbertino e che era situata approssimativamente all'incrocio tra questa via e la via delle Fosse di Castello. Porta Castello, aperta nelle Mura da Pio IV Medici, zio di S.Carlo Borromeo, nel 1563, costituiva un ingresso importante al Vaticano perchè di qui passavano i cortei dei grandi re e imperatori europei che venivano a Roma per essere incoronati in S.Pietro. All'altezza di piazza Pia si trovano i due fornici aperti per il traffico locale mentre le altre otto arcate, scavalcando il fossato e i giardini del Parco Adriano, consentono al Passetto di allacciarsi al Bastione di S.Marco e quindi alla fortezza di Castel S.Angelo. La funzionalità del Passetto fu provata naturalmente nei momenti particolarmente difficili e tragici per la Chiesa e per Roma: nel 1494 papa Alessandro VI Borgia lo utilizzò per rifugiarsi in Castello quando Roma fu invasa da Carlo VIII di Francia, ma anche papa Clemente VII nel 1527 se ne servì per sfuggire alle bombarde dei lanzichenecchi che davano inizio al Sacco di Roma.

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