Palazzo Valentini (nella foto sopra), situato in Via Cesare Battisti, risale ai primi del Cinquecento quando venne costruito per la famiglia Zambeccari, passò poi ai Boncompagni e nel 1585 al cardinale Michele Bonelli, nipote di Papa Pio V, il quale commissionò al frate Domenico Paganelli un nuovo edificio. Il palazzo venne denominato Alessandrino, come il quartiere realizzato dal cardinale intorno al Foro di Traiano, perché il Bonelli era nativo di Alessandria.
Nel 1752 il palazzo venne acquistato dal cardinale Giuseppe Spinelli, nipote ed esecutore testamentario del cardinale Giuseppe Renato Imperiali, al quale si devono l’esecuzione di raffinate decorazioni pittoriche al piano nobile e la sistemazione al pianterreno della ricchissima biblioteca Imperiali, composta da oltre 24.000 volumi.
Nel 1827 la proprietà fu acquistata da Vincenzo Valentini, un facoltoso banchiere che vi fece costruire altri ambienti dall’architetto Filippo Navone. I Valentini, ricchi titolari di una ditta di importazioni ed esportazioni, aprirono a Roma una banca e la ovvia quanto grande disponibilità economica della famiglia contribuì a rendere il palazzo davvero sontuoso, in concorrenza con i grandi palazzi aristocratici situati nell’antistante Piazza dei Ss.Apostoli. La famiglia inoltre raccolse qui un’importante pinacoteca e vi abitò fino al 1873, quando l’edificio fu acquistato dallo Stato Italiano: attualmente è sede della Provincia di Roma. L’aspetto attuale è caratterizzato dal grandioso portale, affiancato da tre finestre architravate ed inferriate per lato ed inquadrato da due colonne doriche di travertino, sovrastate dall’ampio balcone balaustrato sul quale si apre la finestra centrale del primo piano. Le finestre dei due piani poggiano su alte strisce marcapiano: al primo architravate con timpani alternativamente curvi e triangolari, al secondo con semplice cornice. Il grande cornicione, sotto il quale sono situate finestrelle divise da mensoloni trinati, è coronato da un’elegante balaustra; ampio il cortile interno, porticato su due ordini, con cinque arcate nei lati corti e nove in quelli lunghi, spartite da lesene doriche e ricco di statue antiche. Anche l’interno offre saloni con affreschi notevoli, quadri e statue di importanza rilevante, come l’Apollo Pizio, l’Athena, l’Afrodite Valentini ed il Dyonisos.
I sotterranei del palazzo ospitano l’importante sito archeologico chiamato “Domus Romane di Palazzo Valentini”, che comprende i resti di due grandi residenze di epoca imperiale e di un grande tempio, situato accanto alla Colonna Traiana, probabilmente il tempio dedicato da Adriano a Traiano (o meglio Templum Divi Traiani et Plotinae). Le due domus, una delle quali risale all’inizio dell’età adrianea, intorno al 125 d.C., mentre l’altra alla fine del II secolo d.C., intorno al 180 d.C., sono il risultato di una ristrutturazione avvenuta nel IV secolo d.C. All’interno delle residenze sono stati rinvenuti splendidi mosaici, pareti decorate, pavimenti di marmi policromi e resti di affreschi.
Il sito archeologico ospita anche un complesso termale, conosciuto come le Piccole Terme di Traiano, con le piscine dotate di impianto idrico privato, il laconicum, ovvero una sauna in cui la temperatura raggiungeva i 50 gradi grazie ad una fornace alimentata dalla legna bruciata dagli schiavi, il calidarium, il tepidarium ed il frigidarium, utilizzati per adattare il corpo ai diversi livelli di calore.
