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Tomba di Cecilia Metella

La tomba di Cecilia Metella è costituita da un poderoso basamento quadrato in calcestruzzo, rivestito con blocchi di travertino, e da un corpo cilindrico (alto m 11 x 29,50 di diametro) il cui rivestimento, pure in blocchi di travertino a bugnato liscio, è decorato con un fregio in marmo ornato di bucrani, ossia un ornamento architettonico a forma di cranio di bue (da cui il nome della località, "Capo di Bove"). Un'iscrizione recita che qui riposa Cecilia Metella, figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico (conquistatore di Creta nel 67 a.C.) e moglie di Crasso. Il sepolcro, che doveva concludersi con un tumulo di terra o con una copertura in muratura a forma di cono, si deve datare all'inizio dell'età augustea. L'interno era una camera unica rivestita di laterizi (uno dei più antichi esempi conosciuti di tale tecnica) e coperta da un'alta volta conica. Nell'XI secolo il sepolcro venne utilizzato come torrione di un castello di proprietà dei Conti di Tuscolo, ai quali subentrarono nel 1299 i Caetani. Questi occuparono la tomba e la incorporarono in un vero e proprio borgo fortificato denominato "Castrum Caetani" (la merlatura della tomba, visibile nella foto 1, risale proprio a questo periodo), da cui i Caetani controllavano il traffico sulla strada, riscuotendo esose gabelle. Nel XIV secolo la fortezza passò ai Savelli e poi agli Orsini che la tennero fino al 1435, dopodichè divenne proprietà del Senato Romano. Per ironia della sorte, la struttura corse i più gravi pericoli proprio in tempo di pace: papa Urbano VIII (1623-44) dette al Bernini un permesso scritto per demolire "...un monumento antico, di forma rotonda, di circonferenza grandissima e di bellissimo marmo presso S.Sebastiano, detto Capo di Bove...", vale a dire proprio la tomba di Cecilia Metella, per terminare i lavori della fontana di Trevi. Ma il popolo romano protestò talmente tanto che il Bernini dovette abbandonare il progetto. Nel Cinquecento il complesso fu abbandonato e Sisto V lo fece in parte demolire, perché ritenuto covo di banditi. All'esterno del mausoleo sono stati murati diversi elementi provenienti da alcuni sepolcri dei dintorni scavati alla fine dell'Ottocento, mentre all'interno sono conservati frammenti decorativi ed iscrizioni; inoltre un lungo corridoio conduce alla camera sepolcrale del mausoleo. Del complesso fa parte anche la chiesa di S.Nicola (nella foto 2), anch'essa costruita dai Caetani: dell'edificio è rimasta la struttura con l'abside, ma non la copertura.

 

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Nella sezione Roma nell'Arte vedi:
Cecilia Metella di G.B.Piranesi

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