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Villa Caffarelli

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Villa Caffarelli risale al Cinquecento, quando Ascanio Caffarelli, figlio di Gian Pietro, che era stato paggio di Carlo V, ebbe in dono dall'imperatore un terreno sul
Capitolium. Il nobile romano fece spianare questo tratto di colle per costruirvi la dimora di famiglia secondo un progetto di Gregorio Canonica, allievo del Vignola. La costruzione durò dal 1576 al 1583 e fu voluta dal figlio di Ascanio, Gian Pietro II, che nel 1584 fece apporre il proprio nome, IOANNES PETRUS CAFFARELLIUS, sul grande portale d'ingresso della proprietà (nella foto sopra), composto da un timpano ad architrave spezzato e due mascheroni. Il palazzo ha subìto nei secoli diverse trasformazioni che lo hanno in gran parte stravolto dalle forme originali. La facciata attuale (nella foto a sinistra) presenta tre piani con 9 finestre ognuno, mentre un tempo ne avevano ben 17; al pianterreno apre un bel portale bugnato sovrastato da un balcone decentrato. I Caffarelli vendettero nel 1854 villa e palazzo a Guglielmo I di Prussia; in seguito il complesso passò al nuovo Stato di Germania, che provvedette al restauro del palazzo. La facciata fu rinnovata e venne decorato di pitture l'interno per volere di Guglielmo II nel 1899. Alla fine della Prima Guerra Mondiale il complesso venne sequestrato dal Governo Italiano e in parte demolito per ricercare i resti del Tempio di Giove Capitolino, sopra il quale il palazzo sorge. Sorse una vertenza tra Italia e Germania per la proprietà e fu risolta nel 1925, quando tutto fu ceduto al Comune di Roma. Allora il palazzo, restaurato, divenne sede del Museo Nuovo Capitolino al pianterreno e della Galleria Comunale d'Arte Moderna al primo piano, successivamente dedicato all'Antiquarium comunale.


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