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Via di S.Giovanni in Laterano originariamente era una strada stretta e tortuosa e, fino alla fine del 1300, pressoché desolata, fino a quando Urbano VI concesse, per popolarla, non soltanto i consueti privilegi economici e fiscali, ma anche quelli di natura giuridica e penale, come quello che prevedeva che chi vi fosse stato offeso, poteva ferire ed uccidere il suo offensore senza neanche correre il rischio di essere incriminato. La via costituiva l'ultimo tratto di quella che era conosciuta come via Papalis o Papae, ovvero il tragitto percorso dal corteo pontificio in occasione della cavalcata per la "presa di possesso" che il nuovo pontefice effettuava, in qualità di Vescovo di Roma, da S.Pietro alla basilica di S.Giovanni in Laterano. La via venne ampliata e selciata nel 1588 da papa Sisto V che volle aprire una grande arteria di collegamento tra il Colosseo ed il Laterano: in realtà la volontà del pontefice era quella di prolungare la strada prima fino al Campidoglio e poi di lì, costruendo un nuovo ponte tra S.Spirito ed i Fiorentini, fino a S.Pietro, sostituendo in pratica il percorso della medioevale via Papalis. Sebbene il progetto iniziò con tutte le più serie intenzioni, alla fine fu realizzato soltanto questo breve tratto rettilineo, a Roma chiamato Stradone di S.Giovanni (perché conduce alla omonima basilica), ma in passato denominato via Santa, Maestra, Papale e Maggiore (perché vi dimoravano i curiali e la famiglia pontificia quando il papa abitava nel palazzo del Laterano). In seguito alle comodità apportatevi da Sisto V, la via si popolò e divenne sede di importanti edifici, chiese e ville di raffinata eleganza. All'inizio della via, al civico 10, si trova l'ingresso al Casino Fini (nella foto 1), costruito nel Seicento come casino di una villa, il cui parco giungeva allora fino a via dei S.Quattro. È certamente difficile oggi immaginare quest'edificio immerso nel verde tranquillo di una villa, sia perché attualmente inglobato in mezzo ad altri edifici, sia perché sempre circondato dal caos automobilistico ma soprattutto turistico per la presenza del limitrofo Colosseo. Il Casino prospetta sulla via con una facciata ad otto finestre, adorne di cartelle sagomate al primo e decorate con festoni al secondo: in alto, sul fianco sinistro del fabbricato, si può notare la presenza di una piccola statua (nella foto 2) posta all'interno di una nicchia. Da segnalare infine che un tempo tra il Casino Fini ed il Colosseo vi era la chiesa di S.Giacomo al Colosseo con annesso ospedale (un ramo del vicino Ospedale del Salvatore): nel 1815 entrambi furono demoliti per creare spazio intorno al Colosseo. Al civico 33 è situata l'elegante facciata tardo-
IN QUESTO LUOGO SORGEVA
L'OSPIZIO DEI CONVALESCENTI
FONDATO DAL
SACERDOTE CARMELITANO
BEATO ANGELO PAOLI
(1642-
“PADRE DEI POVERI”
IN OCCASIONE DELLA BEATIFICAZIONE
25 APRILE 2010
All'altezza del civico 71 si trova un'altra chiesa (nella foto 4), conosciuta come Oratorio del Preziosissimo Sangue, costruita nell’Ottocento come oratorio di una casa per fanciulle povere e trasformata nel 1860 in casa di riposo ed ospedale per suore anziane: in questa occasione l’oratorio fu restaurato ed ampliato, adattandolo alle nuove esigenze. La facciata, molto semplice, presenta un portale d'ingresso sormontato da un timpano triangolare e dall'iscrizione A D MDCCCXCV (Anno Domine 1895). Quattro paraste inquadrano il portale e la soprastante finestra con vetrata che trasmette luce all'interno; sotto il timpano triangolare è collocata la scritta: REDEMISTI NOS DOMINE IN SANGUINE TUO (Ci hai redenti, Signore, nel tuo sangue). L'interno si presenta in forme molto semplici: degno di nota è il soffitto ligneo a cassettoni. Oggi l’oratorio, annesso alla casa delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Cristo, è un luogo sussidiario di culto della parrocchia dei Ss.Marcellino e Pietro al Laterano. All'angolo della via con via dei Querceti si trova una Madonnella (nella foto 5) risalente al XVIII secolo raffigurante una Madonna con Bambino, posta all'interno di una bella cornice in stucco sormontata da un timpano triangolare e da due cherubini alati. All'altezza del civico 55 troviamo un'altra Madonnella (nella foto 6), un'Immacolata Concezione del XVIII secolo dipinta ad olio su tela e posta all'interno di una cornice ovale.