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S.Giovanni dei Genovesi

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La chiesa di S.Giovanni dei Genovesi, situata all'angolo tra via Anicia e via dei Genovesi, testimonia la presenza della numerosa comunità genovese in questa zona, che fu costante nei secoli e che si espresse in una significativa attività commerciale soprattutto quando era in piena attività il vicino porto di Ripa Grande. Nel 1481 un ricco commerciante genovese, Melialuce Cicala, tesoriere della Camera Apostolica, si dedicò alla realizzazione di una chiesa e di un ospedale (nella foto sopra), destinato ad accogliere e curare i marinai genovesi ammalati. L'inadeguata amministrazione dei chierici di Camera e le spoliazioni subite durante il Sacco di Roma del 1527 provocarono la temporanea chiusura dell'ospedale. Per risollevare le sorti dell'istituto nel 1533 intervenne il nipote del fondatore, Giovanni Battista Cicala, il quale, assecondato da papa Giulio III, istituì la Confraternita di S.Giovanni Battista dei Genovesi, unica amministratrice dei beni dell'ospedale e responsabile della cura della chiesa. Per ben due secoli l'ospedale fu così in grado di fornire un'ottima assistenza medica, fino a quando la struttura, nei primi anni del Settecento, pur continuando a prestare le cure necessarie nei casi più urgenti, terminò l'attività di ricovero. L'ospedale si articolava intorno ad un bellissimo chiostro realizzato nella seconda metà del XV secolo ed attribuito a Baccio Pontelli. Le arcate a tutto sesto che delimitano il perimetro del piano inferiore (nove in ogni lato) sono rette da pilastri ottagonali in travertino, mentre la loggia sovrastante è a pilastri architravati. Nel cortile interno, tenuto a giardino, è posto un pozzo quattrocentesco costruito con grossi blocchi di travertino e con una trabeazione sorretta da due colonne ioniche. Nel 1737 la chiesa venne rifatta completamente con l'aggiunta dell'abside ed una nuova facciata, che fu ulteriormente rinnovata nel 1864. La facciata è divisa in due ordini da una cornice e presenta quattro paraste ai lati del portale architravato, sormontato da una lunetta all'interno della quale si trova lo stemma di Genova; il secondo ordine è caratterizzato da un ampio finestrone sormontato da un timpano triangolare. L'interno della chiesa, a navata unica, conserva un Battesimo di Cristo di Nicolas Régnier, il Tabernacolo degli oli santi, opera fiorentina della fine del Quattrocento, la quattrocentesca tomba di Melialuce Cicala, opera di allievi del Bregno, ed una lapide che ricorda che nell'anno 1588 Pietro Antonio Lanza di Savona piantò qui la prima palma introdotta a Roma.


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