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S.Francesco a Ripa

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1 L'Estasi di Beata Ludovica Albertoni del Bernini
2 Cappella Rospigliosi


S.Francesco a Ripa sorge sull'area dell'antica chiesa denominata S.Biagio de Curte o de Curtibus dove la tradizione vuole che vi abbia dimorato S.Francesco in occasione della sua visita al papa nel 1219: la Cappella di S.Francesco custodisce tuttora la cella del santo, dove vi sono conservati alcune sue reliquie come un guanciale in pietra ed un Crocifisso. La chiesa passò ai Frati Minori nel 1229 e fu riedificata due anni dopo con le elemosine di Rodolfo Anguillara, anche se la leggenda vuole che sia stata fatta erigere dalla famosa seguace di S.Francesco, Jacopa Sette Soli. Dopo la riedificazione la chiesa perse l'appellativo di S.Biagio per assumere quello di S.Francesco, mentre l'appellativo "a Ripa" si spiega con la vicinanza della chiesa al porto di Ripa Grande. A fianco della chiesa vi sorge quel che rimane dell'antico convento dei Frati Minori, una volta ospedale, poi trasformato in caserma per i bersaglieri. Sulla piazza antistante la chiesa sorge una colonna ionica di marmo bianco sormontata da una croce (
nella foto sotto il titolo), fatta erigere nel 1847 da Pio IX, come si può leggere sull'epigrafe incisa sulla colonna stessa. La chiesa presenta una semplice ed armoniosa facciata risalente alla ricostruzione avvenuta tra il 1682 ed il 1689 ad opera di Mattia De Rossi. L'interno presenta tre navate cosparse di monumenti funebri: nella foto 1 possiamo ammirare la drammatica scultura del Bernini, Estasi di Beata Ludovica Albertoni, commissionata all'artista nel 1603 dal principe Angelo Paluzzi Altieri, nipote del papa regnante Clemente X, in occasione del rinnovo della cappella di famiglia. Il corpo della santa, riprodotto giacente sul letto di morte, poggia sopra un sarcofago, nascosto da una grande coltre, all'interno del quale sono conservate le spoglie di Ludovica. Particolarmente appariscente la Cappella Rospigliosi, commissionata dalla nobildonna romana Maria Camilla Pallavicini Rospigliosi, nipote del cardinale Lazzaro Pallavicini, all'architetto Nicola Michetti, che vi lavorò per tre anni, affiancato dallo scultore Giuseppe Mazzuoli, che realizzò le statue allegoriche ed i medaglioni per il monumento funebre di Lazzaro e Stefano Pallavicini. Nel 1721 l'arredo della Cappella fu portato a termine da Ludovico Rusconi Sassi e quattro anni dopo venne ammirata in tutto il suo splendore da papa Benedetto XIII. A pianta quadrata, il sacro ambiente è contraddistinto da una notevole ricchezza di decorazioni che lo rendono particolarmente sontuoso. Sotto una volta a padiglione splendente di stucchi dorati, in cui compaiono gli stemmi Pallavicini e Rospigliosi, balza agli occhi il prezioso altare, interamente rivestito di marmi policromi e fiancheggiato da due snelle colonne di verde antico che sorreggono un timpano spezzato con un angelo ed alcuni cherubini. Assai notevoli i due sepolcri laterali, iniziati per volere di Giovan Battista Rospigliosi, marito di Maria Camilla, negli anni 1713-14. A sinistra troviamo Stefano, padre di Maria, e suo fratello Lazzaro, affiancati dalla Fortezza (a sinistra) e dalla Giustizia (a destra), sedute ai lati del sarcofago. In alto troneggia la Morte, raffigurata come uno scheletro alato in bronzo che mostra, con gesto eloquente, i ritratti dei defunti. Di fronte, un monumento simile ospita le spoglie dei coniugi, accompagnati da Carità e Prudenza (nella foto 2). Sicuramente degna di essere menzionata è la presenza nella chiesa della tomba di Giorgio De Chirico, morto novantenne nel 1978, benefattore dei Frati Minori.



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