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S.Cosimato

Rioni > Trastevere
 
 
 

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1 Protiro
2 Chiostro medioevale
3 Chiostro quattrocentesco


Da un documento del Regesto Farfense sappiamo che il nobile romano Benedetto Campagna fondò, verso la metà del X secolo, un monastero dedicato ai Ss.Cosma e Damiano in mica aurea (perché costruito sulla sabbia presente sulle pendici del Gianicolo, dal colore lievemente dorato), più noto come S.Cosimato, appellativo derivato successivamente dalla contrazione dei due nomi. I lavori terminarono nel 1069 e nello stesso anno Alessandro II consacrò la chiesa. Nel 1230 Gregorio IX affidò il monastero ai Camaldolesi, costretti, dopo appena quattro anni, ad abbandonarlo per il loro comportamento scorretto. Passò quindi all'ordine delle Clarisse che nel 1246 fecero ristrutturare la chiesa e l'edificio conventuale. Nonostante altri interventi di restauro nei due secoli successivi l'intero complesso si trovava, nel 1475, in uno stato di totale fatiscenza che per scongiurarne la definitiva rovina intervenne papa Sisto IV, il quale fece riedificare la chiesa e parte del monastero dalle fondamenta. La chiesa (
nella foto sotto il titolo) ha una semplice facciata in laterizi, con un bel portale quattrocentesco, scolpito da qualche allievo di Andrea Bregno. L'interno, ad una navata, ha un bel soffitto ligneo e conserva alcune opere d'arte di un certo interesse, tra cui una Madonna col bambino tra S.Francesco e S.Chiara, opera di Antonio del Massaro, detto il Pastura, allievo del Pinturicchio. Nel 1643, durante la costruzione delle mura Gianicolensi, il monastero rischiò seriamente di essere demolito, ma il pericolo venne scongiurato anche grazie alla fermezza delle suore che si opposero con tutte le loro forze. Dopo il 1870 venne espropriato dalle autorità italiane ed adibito ad ospizio per anziani. Attualmente ospita alcuni reparti dell'Ospedale Nuovo Regina Margherita, progettato negli anni Sessanta dall'architetto Alegiani e dall'ingegnere Secchi ed inaugurato nel 1970. Oggi l'unico segno della presenza dell'antico monastero sull'omonima piazza di S.Cosimato è il grazioso protiro d'ingresso del XII secolo (nella foto 1) che permetteva un tempo l'accesso al complesso monastico. Degni di nota sono i due chiostri del monastero, uno medioevale, realizzato intorno al 1230, l'altro risalente al restauro dell'epoca di Sisto IV (XV secolo). Il primo (nella foto 2) è uno dei più grandi della Roma medioevale: di forma quadrangolare, ha due bracci che superano i 40 metri. Originariamente dai quattro pilastri angolari partivano gli archetti delle gallerie che dovevano correre in maniera continuativa, senza alcuna interruzione intermedia. Quando nel XV secolo Sisto IV fece costruire il piano superiore, per motivi statici furono necessari grandi lavori di consolidamento. Molti archetti vennero così murati ed altri furono sostituiti da pilastri in muratura, sui quali si impostarono robusti archi di scarico. Gli archetti, a doppia ghiera, sono tutti sostenuti da colonnine binate, prevalentemente antiche. La loggia superiore, come sopra menzionato realizzata all'epoca di Sisto IV, presentava una serie di arcate a tutto sesto sostenute da pilastrini ottagonali. Le arcate, ancora visibili nei due lati lunghi ed in quello occidentale, vennero successivamente murate: attualmente vi si aprono finestre moderne. Interessanti anche i frammenti di iscrizioni, epigrafi, sarcofagi e lastre tombali di diversa provenienza murati sotto i portici. Il cortile interno è occupato da un giardinetto, con alcuni resti antichi sparsi. Dal lato sinistro del chiostro, attraverso una breve scala, si giunge al secondo chiostro (nella foto 3), quello realizzato da Sisto IV. Di minore ampiezza, è a pianta quadrata, con nove arcate per lato rette da pilastri ottagonali in travertino, arricchiti da bei capitelli a motivi vegetali. Nell'ordine superiore si apriva una loggia architravata, ugualmente scandita da pilastrini ottagonali: in seguito venne chiusa ed anche questa loggia è attualmente occupata da finestre moderne. Nel cortile interno, tenuto a giardino, è posta una cisterna risalente ai tempi di Pio IX (1846-78).



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