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La nobile Costanza Piccolomini d'Aragona donò, nel 1582, un turrito edificio di proprietà dei suoi avi ai Chierici Regolari di S.Gaetano da Thiene: dall'unione di questo edificio con le antiche chiesette di S.Sebastiano e di S.Ludovico sorse la grande chiesa di S.Andrea apostolo, protettore di Amalfi, in onore del titolo feudale della famiglia Piccolomini. L'appellativo "della Valle" deriva dalla vasta depressione della zona (pressappoco dalla chiesa di S.Andrea fino alla chiesa di S.Eustachio) che raccoglieva le acque che scendevano dal Quirinale e dal Pincio e che formavano un grande stagno: tutta la località veniva chiamata "la Valle" ed il toponimo rimase nonostante la successiva livellazione. La chiesa (situata in piazza di S.Andrea della Valle) fu iniziata nel 1591 da Pietro Paolo Olivieri e, dopo mutamenti e indecisioni, affidata al Maderno, che si propose di farne una chiesa rivaleggiante con S.Pietro, a cominciare dalla cupola, che, per bellezza ed ampiezza, è seconda soltanto a quella di S.Pietro. È impostata su un tamburo ottagonale, dove si aprono finestre rettangolari, sormontate da timpani in alternanza curvi o triangolari, inquadrate da otto coppie di colonne ioniche che sostengono il cornicione. Quest'ultimo è leggermente aggettante sopra le colonne, mentre rientra in corrispondenza delle finestre. La volta, ricoperta con lastre di piombo, si innalza dopo una seconda cornice, più semplice della prima. È spartita in eguali sezioni da costoloni, nelle cui basi si trova lo stemma di papa Alessandro VII Chigi, ovvero il monte a sei cime e la stella a sei raggi. Su ogni spicchio si trovano altre due file di finestrelle, allineate verticalmente: quadrate e con sobrie cornici quelle inferiori, rotonde le superiori con splendide cornici barocche a forma di conchiglia. Particolarmente interessante il lanternino di coronamento: le allungate aperture sono separate da colonnine binate che si distinguono per gli originali capitelli, opera del Borromini, dove le ali di un puttino formano una specie di voluta. Nel 1665 Rainaldi compiva la facciata della chiesa, ponendovi alcune statue, tra cui quella di S.Sebastiano, per ricordare la preesistente chiesa, e quella dell'angelo che tuttora si vede sulla sinistra, quasi puntellasse la facciata. A quest'angelo è legato un simpatico aneddoto: quando la statua venne innalzata, fu ampiamente criticata ed allora lo scultore Ercole Ferrata, avendo saputo che anche papa Alessandro VII si era unito alle critiche, esclamò: "Se vuole l'altro angelo, se lo faccia da solo!". Difatti, con una nota di asimmetria, questo rimase solo, senza il corrispondente angelo sul lato destro della facciata (come possiamo osservare nella foto 1). L'interno della chiesa accoglie le spoglie di Pio II (il primo papa umanista, dal 1458 al 1464) e di Pio III Piccolomini (che fu papa per meno di un mese, nel 1503). Vi si trova anche la bellissima Cappella del Barberini, conosciuta anche come la "Cappella della Tosca", per la poetica leggenda, magistralmente musicata dal Puccini, che vuole la celebre cantante e la bellissima marchesa Attavanti prostrate a pregare proprio in questa cappella. Rifulgono anche gli affreschi del Domenichino e di Giovanni Lanfranco, al quale, dopo l'affresco della cupola "Gloria del Paradiso", venne assegnata la maggior parte dell'opera, scatenando la gelosia del Domenichino, che, si dice, tentò persino di ucciderlo. La cappella Strozzi, con le sue linee michelangiolesche, accoglie le copie di "Lia" e "Rachele", due opere di Michelangelo che si trovano in S.Pietro in Vincoli. La fontana collocata dinanzi a S.Andrea della Valle (nella foto 2) è chiamata la fontana di Scossacavalli, perché un tempo abbelliva la demolita piazza di Scossacavalli, situata dinanzi alla chiesa di S.Maria in Traspontina, da dove fu tolta nel 1937 per la demolizione della Spina dei Borghi e l'apertura di via della Conciliazione. Per breve tempo soggiornò anche nella nuova via della Conciliazione, ma, per motivi di intralcio al traffico, venne rimossa anche da lì ed a lungo depositata nei magazzini comunali: fu ripescata soltanto nel 1957 e collocata nell'attuale posizione. La fontana, commissionata da papa Paolo V Borghese a Carlo Maderno, ha una vasca mistilinea, modanata e con un largo bordo, ai lati del quale si innalzano quattro zampilli d'acqua. Al centro un fusto con le aquile ed il drago, stemma araldico della famiglia Borghese, sostiene un catino dal quale si eleva un pennacchio d'acqua che ricade poi nella vasca sottostante.