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S'er mi fio ciuco me porta lo stocco,
Titta, ciabbuschi quant'evvero er papa.
No, un cazzo, un accidente, sora crapa.
Alò, famo moschiera, o v'aribbocco.

Bè, sentímece l'oste: «Ah padron Rocco,
fate capace sta coccia de rapa.
Dite, è vvero che l'asso nun se capa?»
Ahàa! lo senti? oh caccia mo' er bajocco.

Aù! nun pòzzo abbozzà più nun pòzzo.
Sentime, Titta, si tu no lo cacci,
va che mommó te lo fo uscí dar gozzo?

Ah fugghi, guitto? fugghi? accidentacci!
Sciòo, va' in ghetto a impegnatte er gargarozzo
pe ddí stracci ferracci chiò scherpacci.

19 agosto 1830

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