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Me so fatto, compare, una regazza
bianca e roscia, chiapputa ebbadialona,
co 'na faccia de matta buggiarona,
e du' brocche, pe ddio, che cce se sguazza.

Si la vedessi quanno balla in piazza,
quanno canta in farzetto, e quanno sona,
diressi: «Ma de che? manco Didona,
che squajava le perle in de la tazza».

Si tu ce vôi viení da bon fratello
te ce porto cor fedigo e 'r pormone;
ma abbadamo a l'affare de l'ucello.

Perché si caso ce vôi fà er bruttone,
do de guanto a du' fronne de cortello
e tte manno a Ppalazzo pe cappone.

14 febbraio 1830

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