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Vicolo Domizio (nella foto sopra) collega via dei Coronari a via di Panico e prende il nome dalla posterula Domitia, una porta secondaria delle Mura Aureliane che si trovava sul prolungamento della via lungo le rive del Tevere, nei pressi del Teatro Apollo. 1  Stemma Orsini su architraveLa posterula Domitia costituiva l'approdo delle imbarcazioni che portavano materiali da costruzione per gli edifici del Campo Marzio ed era formato da una piattaforma in tufo che poggiava su palafitte. Il termine Domizio, comune quindi sia all'attuale vicolo che alla posterula, deriva dalla presenza, sulla riva opposta del Tevere, nell'area sulla quale successivamente fu innalzato il Mausoleo di Adriano, degli horti di Domizia, figlia del console Lucio Domizio Enobarbo, cugina dell'imperatore Claudio e zia paterna di Lucio Domizio Enobarbo, ovvero Nerone. Nella pianta del Nolli del 1748 questo vicolo era denominato vicolo della Gatta per la presenza di un'Osteria della Gatta, poi sostituito in vicolo del Micio (una teoria vuole che sia nato come diminutivo di gatta ma un'altra teoria lo interpreta come corruzione di domitius, domicius), per riprendere, dal 1901, l'originario nome di vicolo Domizio. Fu anche chiamato vicolo della Rosa per l'elemento gentilizio della famiglia Orsini che si trova tuttora sull'architrave della casa (nella foto 1) situata al civico 6.

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