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Palazzo Cerri è un isolato con l'ingresso principale in via Larga 12 e con altre facciate su Corso Vittorio Emanuele II, via Cerri e via del Pellegrino (nella foto sopra l'angolo tra via Larga e via del Pellegrino). L'edificio fu costruito nella prima metà del Seicento su progetto di Francesco Peparelli per i Cerri, oriundi di Pavia ma stabilitisi tra Acquapendente e Roma proprio nel Seicento. Nel Settecento la proprietà passò ai marchesi Caucci, oriundi di Napoli e residenti a Roma dal XV secolo: abitarono in questo palazzo un Giovan Battista, conservatore in Campidoglio, ed il marchese Lorenzo, che fu priore dei Caporioni nel 1805. Nella prima metà dell'Ottocento l'edificio fu venduto ai Guglielmi, originari di Jesi, e conti di Balleani, tanto che l'edificio è conosciuto anche come "palazzo Baleani". Dopo il 1870 il palazzo fu acquistato dal Governo Italiano e venne ricostruito in occasione dell'apertura di Corso Vittorio Emanuele II nel 1888: in pratica ne furono ridotte le dimensioni demolendo la facciata e riedificandola più arretrata in forme simili all'originale. Una curiosità: la via dove oggi è situato il palazzo si chiama "Larga" perché quando fu aperta nel 1627 per volontà dei padri filippini dell'antistante Oratorio era la più larga della zona, mentre oggi possiamo osservare che è poco più di un vicolo, proprio in conseguenza dei lavori di fine Ottocento sopra citati. L'edificio sviluppa su tre piani, dei quali l'ultimo è un ammezzato, con finestre architravate al primo e semplicemente riquadrate agli altri due. Un bel cantonale bugnato raggiunge il cornicione di coronamento che reca mensole decorate con foglie, stelle, api ed un albero sradicato che costituisce lo stemma dei Cerri. Sul prospetto di via Larga vi è il portale originario (nella foto 1), architravato con decorazioni di festoni e mascherone tra mensole che sorreggono il sovrastante balcone con balaustra marmorea; al di sopra è situato un balconcino in ferro battuto sotto il quale vi è una ricca decorazione raffigurante un busto femminile tra fogliame (nella foto 2). La facciata su Corso Vittorio Emanuele II apre al pianterreno con un portale architravato sormontato da un balcone con balaustra marmorea sorretto da mensole, con quattro finestre laterali architravate ed inferriate: la finestra del balcone è sovrastata da un grande stemma sabaudo, perché l'edificio ospitò il Consiglio di Stato e la Direzione Generale delle Carceri. Oggi il palazzo ospita uffici di alcune Facoltà dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".

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