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Rioni I > Borgo
Il Palazzo, situato in via della Conciliazione 30, fu costruito nel 1496 da Andrea Bregno su commissione del ricco cardinale Adriano Castellesi. Il cardinale aveva accumulato ingenti ricchezze sfruttando i vescovati inglesi di Bath e Wells, assegnatigli dal suo amico Enrico VII d'Inghilterra: per questo motivo, quando egli andò via da Roma nel 1507, regalò il palazzo al re che ne proseguì la costruzione, arricchendo la facciata con graffiti di Polidoro da Caravaggio. Il Palazzo divenne così la sede dell'Ambasciata d'Inghilterra fino ad Enrico VIII, quando la Santa Sede, dopo lo scisma, lo confiscò. Tra il 1609 e il 1635 fu di proprietà dei Borghese, per passare poi ai banchieri francesi Giraud ed infine, nel Settecento, ai Torlonia. Giovanni Torlonia, capostipite e fondatore della Banca Torlonia, fece restaurare il palazzo, sopraelevandolo e completandone la facciata, con l'inevitabile cancellazione dei graffiti: sulla retrostante via dei Corridori il portale di accesso al palazzo presenta ancora l'iscrizione in memoria di Giovanni Torlonia. La facciata principale si presenta con una struttura tipicamente rinascimentale, con due piani di sette
finestre ciascuno, scandite da lesene accoppiate, centinate e architravate al primo piano, rettangolari al secondo con sovrastanti finestrelle. Il grande portale ad arco, sormontato dallo stemma dei Torlonia, introduce ad un armonioso cortile con portico attribuito a Raffaello, ricco di statue antiche e con due alte fontane con grandi rilievi ottocenteschi di marmo. Il palazzo, prima della grande trasformazione della zona avvenuta negli anni '20, si affacciava sulla scomparsa piazza Scossacavalli, dinanzi alla fontana che si oggi trova in piazza S.Andrea della Valle. Nel XVII secolo, quando l'edificio era di proprietà dei Giraud, un ponte di legno collegava la parte posteriore del palazzo al retrostante Passetto, con l'evidente intento di sfruttare la via di fuga pontificia per rifugiarsi dentro Castel S.Angelo: non si sa in quale periodo il ponte scomparve, ma è ancora evidente il punto di innesto dell'arco nelle mura, come si può vedere nella foto a destra, in quel tratto dove la merlatura è mancante.