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1 Portale di palazzo Madama
Il primo nucleo di palazzo Madama, situato nella piazza omonima, risale alla fine del XV secolo, quando il vescovo di Chiusi, Sinulfo di Castell'Ottieri, tesoriere di Sisto IV, acquistò l'area di piazza Lombarda (il nome antico di piazza Madama) per costruirvi un palazzetto. Morto Sinulfo nel 1503, il palazzo fu acquistato da Giovanni de' Medici (poi Leone X), rimanendo proprietà di questa nobile famiglia finché arrivò nelle mani di Margarita d'Austria, vedova di Alessandro de' Medici e moglie di Ottavio Farnese. Margarita si conquistò, in breve, la simpatia e l'affetto dei romani che la chiamarono "Madama" e tale appellativo restò legato anche al palazzo. Nel 1609 l'edificio divenne proprietà del granduca di Firenze Cosimo II che lo fece ristrutturare nell'aspetto attuale su un progetto di Ludovico Cardi, anche se la facciata barocca fu realizzata dal Cigoli e dal Marucelli soltanto nel 1642. Nel 1737 dai Medici passò ai Lorenesi e poi nel 1750 fu acquistato da Benedetto XIV che vi allogò la Corte Criminale. L'ultimo papa e proprietario fu Pio IX, che destinò il palazzo a sede del Ministero delle Finanze e delle Diligenze pontificie: in questa occasione dal balcone centrale si effettuava l'estrazione del Lotto, che prima aveva luogo in palazzo Montecitorio. Nel 1870 il palazzo fu scelto come sede del Senato del Regno d'Italia, divenuto poi della Repubblica. La facciata barocca su piazza Madama è stata definita "pittoresca", quasi realizzata da un pittore per quel suo aspetto più ricco di elementi pittorici e decorativi che di strutture architettoniche di un certo rilievo. Il cornicione appare "sovraccarico", "bizzarri" i comignoli, anche se pregevole il disegno delle finestre. L'elegante cortile d'onore, a cui si accede dal portale arricchito da due colonne corinzie e dall'architrave che reca una pelle leonina (nella foto 1), ha sul lato di ingresso cinque arcate su sei colonne con capitelli scanalati; al secondo piano finestre a timpano triangolare e all'ultimo finestre quadrate incorniciate con mascheroni. Purtroppo anche in questa piazza dobbiamo narrare le distruzioni avvenute negli anni '30 per l'apertura di Corso del Rinascimento, uno stradone concepito dal piano regolatore del 1931 allo scopo di collegare Prati e Trastevere, lungo un tracciato che avrebbe dovuto passare per Campo de' Fiori, piazza Farnese, via Giulia e quindi giungere dinanzi a ponte Sisto: fortunatamente le distruzioni non andarono oltre. Come in altri angoli della città, anche qui l'apertura del Corso del Rinascimento provocò la scomparsa di vie, vicoli, palazzi e anche di una chiesa, S.Salvatore in Thermis, situata proprio nella piazzetta Madama ed annessa al palazzo Madama. La chiesa, il cui nucleo originario risaliva al IV secolo, era stata ricostruita nel Cinquecento e prendeva il nome dalle Terme Neroniane, situate proprio in questo luogo: di questo antico edificio romano rimane soltanto qualche muro sotto palazzo Madama, due colonne inserite nel pronao del Pantheon e le due colonne situate in via di S.Eustachio.
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