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La struttura originaria di questo palazzo risale ad un edificio costruito nel Cinquecento da Giacomo Della Porta per i Gottifredi, una famiglia originaria di Volterra e presente a Roma fin dal XIII secolo. Presente come palazzetto ad altane già nella pianta del Tempesta del 1593, nel 1648 fu rinnovato da Camillo Arcucci, che diede all'edificio l'impronta del barocco romano ed i cui discendenti ne furono proprietari fino a tutto il Settecento. Nel 1806 il palazzo ospitò il conte di Kevenhüller, ambasciatore d'Austria a Roma, quando, a causa del trattato di Presburgo, fu costretto a cedere palazzo Venezia, sua precedente sede, al cardinale Fesch, zio e ministro di Napoleone I, imperatore dei Francesi e re d'Italia; in quegli stessi anni vi abitò anche la duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone Parma, priva del suo ducato, che vi morì nel 1824. Poi il palazzo fu acquistato dai Grazioli, attuali proprietari, che provvidero ad un radicale restauro dell'edificio dandone incarico nel 1840 ad Antonio Sarti: i lavori si protrassero a lungo e terminarono soltanto nel 1874. I Grazioli arrivarono a Roma verso la fine del Settecento, provenienti dalla Valtellina, impiegando le loro prime risorse nell'affitto e poi nell'acquisto di molini sul Tevere. L'ascesa nella scala sociale fu rapida: dapprima fornai, ben presto divennero proprietari terrieri, con l'acquisto, tra l'altro, della Tenuta di Castel Porziano (attualmente proprietà del Presidente della Repubblica), finché nel 1843 entrarono a far parte della nobiltà romana, risultando addirittura terzi nella graduatoria di rendita annua. Nel 1877, nella parte retrostante l'edificio, fu creata una piazza, inizialmente denominata piazza della Gatta (dal simulacro tuttora situato sul cornicione di palazzo Grazioli su via della Gatta) ma in seguito sostituita dall'attuale denominazione di piazza Grazioli: ciò permise la riedificazione della facciata posteriore e sulle vie laterali, la creazione di un cortile completamente nuovo e di un nuovo braccio di scala, che fece ricavare una serie di saloni e gallerie intorno al cortile, e quindi di una sala da ballo, riunendo due sale dell'antico edificio, con una decorazione esaltante i fasti familiari, eseguita da Prospero Piatti. La facciata su via del Plebiscito (nella foto sotto il titolo) apre al pianterreno sul bugnato con un imponente portale tra due colonne, sormontato da un balcone balaustrato del primo piano, a timpano centinato con lo stemma dei Grazioli in mosaico, tra otto finestre architravate sopra altrettante inferriate, opera del Sarti, che ne inserì sei a proseguimento delle due esistenti, al posto delle porte ad arco ribassato sormontate da finestrelle. La facciata è scandita da paraste con capitelli ornati da teste leonine, un motivo araldico tratto dallo stemma della famiglia Gottifredi; anche i timpani triangolari che ornano le finestre del secondo piano presentano teste di leone. All'angolo con via della Gatta è situata un'edicola sacra ottocentesca in sostituzione di una più antica con baldacchino. La facciata su piazza Grazioli (nella foto 1) apre al pianterreno sul bugnato con un portale arcuato e sei archi chiusi, nei quali sono ricavate altrettante finestre; le finestre dei due piani sono architravate e divise tra loro da lesene corinzie. A sinistra del portone è murata una targa dedicata alla memoria del sottotenente di vascello Riccardo Grazioli Lante della Rovere, caduto durante la guerra di Libia il 28 ottobre 1911, con ritratto e statua della Gloria, scultura di Alcibiade Mazzeo. La facciata che corre lungo via degli Astalli presenta un movimentato angolo rientrante (visibile nella foto sotto il titolo) dove è situato un ulteriore ingresso ad arco sorretto da due colonne di granito, sormontato da un elegante balcone, ai giorni nostri chiuso da una bella struttura in ferro battuto. Il terreno dove oggi è situato l'edificio un tempo era occupato dalla Porticus Divorum, la piazza porticata eretta da Domiziano in onore del padre Vespasiano e del fratello Tito. La piazza, che si estendeva dall'attuale piazza del Collegio Romano fino al luogo dove oggi sorge la Chiesa del Gesù, per un'estensione di circa m 77 per 194, presentava, sul lato corto settentrionale, l'ingresso principale con un monumentale arco a tre fornici, fiancheggiato da due ambienti rivolti verso l'area porticata: qui erano situati due piccoli templi, uguali e simmetrici, dedicati ai due imperatori divinizzati. Attualmente palazzo Grazioli è la sede romana dell'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.