RomaSegreta.it

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Palazzo Giustiniani

Rioni > S.Eustachio
 
 

Visualizza su


Palazzo Giustiniani è situato in via della Dogana Vecchia 29, così denominata dai primi del Settecento allorché gli Uffici della Dogana, un tempo situati tra la Sapienza e palazzo Madama, in un edificio non più esistente, furono trasferiti in piazza di Pietra. La struttura originaria di palazzo Giustiniani risale al 1585, quando monsignor Pietro Vento, probabilmente su progetto dei fratelli Fontana, inglobò alcune case preesistenti in un grande edificio, venduto poi nel 1590 ai Giustiniani, giunti a Roma da Genova pochi anni prima, dopo la perdita dell'isola di Scio conquistata dai Turchi. I Giustiniani fecero ampliare l'edificio su un progetto di Francesco Borromini del 1653, anche se molto probabilmente l'attuazione non fu opera del grande architetto. I lavori furono terminati nel 1677, dieci anni dopo la morte del Borromini, ad opera del capomastro muratore Sebastiano Fonti e sotto la direzione di Domenico Legendre. Ma l'anno dopo, nel 1678, i lavori proseguirono con il Legendre per la nuova sistemazione dell'atrio e del cortile, dove furono collocati i rilievi e le sculture della collezione del marchese Vincenzo Giustiniani, che arrivò a raccogliere ben 1600 pezzi di scultura antica e quadri di Caravaggio, Raffaello, Giorgione e Tiziano. Nonostante il marchese avesse stabilito nel suo testamento che "niente doveva essere venduto perchè le opere restino per mia memoria perpetuamente", nell'Ottocento la preziosa raccolta, tra vendite e spoliazioni nei successivi passaggi di proprietà, si vanificò, fino ad essere costituita solo dai bassorilievi murati nella parte orientale del cortile, la cui tentata rimozione fu bloccata dal Comune di Roma nel 1908. Nel 1859 il palazzo fu acquistato dai Grazioli, i quali lo affittarono nel 1898 al "Grande Oriente d'Italia" della Massoneria; nel 1926 il palazzo fu concesso al Senato e nel 1938 fu collegato a palazzo Madama con un passaggio sotterraneo. Dopo il 2 giugno 1946 fu sede del Capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola e nella biblioteca, il 27 dicembre 1947, vi fu la firma della Costituzione della Repubblica Italiana. Attualmente il palazzo è sede della Presidenza del Senato. Va inoltre ricordato che il palazzo sorge sull'area delle antiche Terme Neroniane, come confermarono gli scavi effettuati al di sotto dell'edificio, che appurarono anche la presenza di "un obelisco situato sotto una colonna più in superficie". Delle Terme oggi non rimane più nulla, se non due colonne inserite nel pronao del Pantheon e due collocate in via di S.Eustachio. La facciata dell'edificio si presenta con tre piani di nove finestre, architravate al primo, riquadrate al secondo e incorniciate al terzo; a coronamento un cornicione su mensole con aquile, gigli, torri e leoni, tutti simboli araldici che si riferiscono ai vari proprietari. Al pianterreno apre il borrominiano portale decentrato ad arco, tra due colonne con capitello ornato d'alloro e alti pulvini sui quali poggia il balcone; lo affiancano finestre architravate e inferriate su mensole e sottostanti finestrelle con grata.


Torna ai contenuti | Torna al menu