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Il 14 marzo 1888, alla presenza dei reali, fu posta la prima pietra di Palazzo di Giustizia su progetto dell'architetto Calderini, il quale si ispirò all'architettura neobarocca. Un anno dopo, durante i lavori di fondazione, le sabbie limacciose del fiume restituirono alla luce il corpo ed il prezioso corredo intatto della fanciulla romana Crepereia Tryphaena, gentile e sensazionale scoperta che commosse tutta Roma. I lavori di costruzione andarono per le lunghe, anche per le grandi ed ininterrotte polemiche e critiche che accompagnarono l'edificio sin dai primi anni della sua edificazione, che portarono all'esonero del Calderini dalla direzione dei lavori: l'inaugurazione si ebbe soltanto ben 22 anni dopo, il 9 novembre 1910. Il palazzo appare interamente rivestito in travertino, ma in verità ne è soltanto rivestito perchè la sua struttura è in cemento armato, una tecnica di costruzione che costituì uno dei primi esempi in Europa. La facciata principale, rivolta verso il Tevere, è imperniata su un grande arco trionfale che ne costituisce il portale di accesso, sormontato dal gruppo scultoreo della Giustizia, raffigurata seduta ed al centro delle figure figure simboliche della Legge e della Forza. La facciata, costituita da un corpo centrale e due laterali, presenta altre statue colossali, opera di scultori diversi, raffiguranti Cicerone, Papiniano, De Luca e Vico in piedi ai lati dell'ingresso, mentre seduti vi sono Licinio Crasso e Salvo Giuliano. Ai lati dei tre finestroni sovrastanti l'arco centrale vi sono due figure alate raffiguranti la Fama che ha per attributo emblematico la tromba e la corona. Al di sopra del palazzo è situata la colossale quadriga bronzea (nella foto 1), opera di Ettore Ximenes, raffigurante la Fama che guida il carro e qui collocata soltanto nel 1926. Il palazzo avrebbe dovuto rappresentare il nuovo ordine che riparava alle ingiustizie del governo pontificio, ma i romani, poco convinti, lo soprannominarono Palazzaccio per il suo aspetto e per la sua funzione. Nel 1970 il palazzaccio minacciò di crollare e fu temporaneamente abbandonato. Dopo un lungo restauro oggi è tornato ad ospitare la Corte Suprema di Cassazione, la sede per la quale era stato costruito.
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