Piazza Sforza Cesarini prende il nome dal limitrofo palazzo di questa antica e nobile famiglia che qui prospetta, seppure con la sua facciata laterale. L'edificio risale, nella sua struttura più antica, al 1458, quando fu costruito per Rodrigo Borgia, nominato vice cancelliere di Santa Romana Chiesa da suo zio, papa Callisto III (1455-58). Quando Rodrigo Borgia divenne papa con il nome di Alessandro VI (1492-1503) lasciò il palazzo al cardinale Ascanio Sforza come compenso per il sostegno da lui avuto in conclave. In seguito il palazzo venne parzialmente assegnato ai nipoti di papa Giulio II e qui i cardinali Sforza e Della Rovere svolsero le funzioni di cancellieri della Chiesa. Per alcuni anni il palazzo ospitò al suo interno la Zecca Pontificia finché nel 1504 papa Giulio II la fece trasferire nel palazzo a Canale di Ponte, l'odierna via del Banco di S.Spirito. Il palazzo ospitò anche gli Uffici della Cancelleria, ma anche questi vennero trasferiti per volontà di Leone X (1513-21) nel palazzo Riario, cosicché palazzo Sforza Cesarini per il popolo divenne il palazzo della Cancelleria Vecchia. Nel 1536 l'edificio tornò proprietà della famiglia Sforza, la quale nel 1697 si imparentò con la famiglia Cesarini, dando così vita al casato degli Sforza Cesarini. Originariamente la facciata e l'ingresso principale dell'edificio erano su via dei Banchi Vecchi, finché nel 1886 fu costruita una nuova facciata in occasione dei lavori di realizzazione di una nuova arteria, ovvero di Corso Vittorio Emanuele II. Al centro di piazza Sforza Cesarini è situata la statua dedicata a Nicola Spedalieri (nella foto sotto il titolo), qui posta il 23 novembre 1903. La decisione di realizzare la statua avvenne nel 1890, pochi anni dopo il primo centenario della morte del giurista, avvenuta nel 1795: il concorso per la realizzazione del monumento fu bandito solamente nel 1894 e venne scelto lo scultore Rutelli. Benché la statua in bronzo fosse già ultimata nel 1898, per diversi anni rimase in discussione il luogo della collocazione: soltanto nel 1901 fu deciso di collocarla in piazza di S.Andrea della Valle, dove venne inaugurata soltanto 2 anni dopo! Il piedistallo di granito rosso misura 6 metri di altezza, mentre la statua ne misura 4. Spedalieri è in piedi, veste alla goldoniana con una lunga redingote aperta in basso; sulle spalle porta un gran mantello, la mano sinistra regge il saggio che lo rese celebre, De' Diritti dell'uomo, mentre la destra presenta una strana posizione, pollice ed indice chiusi a cerchio, gesto che a Roma assume un significato alquanto volgare. Negli anni '50 del Novecento la statua venne trasferita in piazza Sforza Cesarini, ufficialmente per ragioni di viabilità, ma secondo alcuni invece proprio a causa del gesto della mano destra, anche perchè sembrava quasi che dialogasse con l'angelo posto sulla facciata della chiesa di S.Andrea della Valle, anche questo stranamente con il medesimo gesto della mano destra.