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Piazza Capranica

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1 Bifore di palazzo Capranica
2 S.Maria in Aquiro


La piazza prende nome dal palazzo fatto costruire nel 1450 dal cardinale Domenico Capranica per ospitarvi il Collegio per l'educazione degli ecclesiastici, il primo seminario aperto a Roma. Alla sua morte, avvenuta due anni dopo, il fratello cardinale Angelo volle creare qui anche la residenza di famiglia e fu così che fece costruire l'edificio sulla sinistra, al quale destinò il collegio, riservando la parte più antica alla famiglia. Si ebbero allora due portali, visibili
nella foto sopra: quello sotto la torre con la scritta "Collegium Capranicense" e quello di destra, in marmo, ingresso del palazzo originario, attraverso il quale un tempo si accedeva anche all'antico teatro inaugurato nel 1679. Nato come teatro privato, già nel 1692 era a pagamento: dal Settecento in poi subì vari restauri, mai veramente efficaci, legati a problemi di agibilità, tanto che per motivi di sicurezza finì per essere chiuso nel 1881. Il locale, utilizzato come magazzino per 40 anni, riaprì nel 1922 e venne trasformato in cinema, ancora oggi funzionale. Palazzo Capranica è uno dei pochi palazzi pre-rinascimentali sopravvissuti al tempo, anche se l'aspetto severo è il risultato di una serie di aggiunte successive, cosa non insolita alla fine del XV secolo, quando Roma oscillava tra Medioevo e Rinascimento. Le tre bifore (una delle quali nella foto 1) poste sulla destra del palazzo sono quelle del palazzo originale: sui capitelli delle colonnine vi sono ancora tracce degli stemmi dei Capranica scalpellati; evidenti segni di finestre murate caratterizzano i piani superiori, mentre la torre risulta oggi dimezzata e nessuna notizia si ha sull'architetto costruttore. La piazza ebbe anche altri nomi, quale "piazza del Cardinal di Fermo" essendo il Capranica titolare di quella città; "piazza degli Orfanelli" per l'ospizio fondato nella chiesa di S.Maria in Aquiro e, in seguito, anche "piazza di S.Maria in Aquiro", dal nome di questa antichissima chiesa che qui sorge (nella foto 2). Edificata da Anastasio I (398-402) in origine era denominata "S.Maria in Cyro"; restaurata da Gregorio III nel 731, fu riedificata nel 1590 dal cardinal Salviati per l'architettura di Francesco da Volterra ma la facciata risale al 1745, per opera di Pietro Camporese su disegno di Carlo Maderno. Fu restaurata ancora nel 1856 e l'interno si presenta a tre navate con tre cappelle per lato. Questo strano appellativo "Aquiro", corruzione di quello originario "a Cyro", discende dal termine "inquiro", cioè palude, acquitrino, a dimostrazione dell'atmosfera campestre e paludosa che la zona aveva originariamente. Come già sopra accennato, la chiesa venne affidata da Paolo III, nel 1540, alla Confraternita degli Orfani, che trovò nella casa annessa al tempio una sede per i suoi assistiti, per risolvere il grave problema degli orfanelli (conseguenza del Sacco di Roma del 1527), affidando loro un'educazione ed un'assistenza sanitaria. Elevata al rango di Arciconfraternita nel 1541, essa cominciò ad occuparsi anche degli orfani assistiti da altre istituzioni. Nel 1591, inoltre, il cardinal Salviati fece costruire un collegio al quale potevano accedere dopo i dodici anni i giovani che erano vissuti nell'orfanotrofio. L'Arciconfraternita continuò ad esistere fino al 1826, anno nel quale venne soppressa da Leone XII poiché ridotta a pochi elementi.

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