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Porta Pinciana fa parte delle Mura Aureliane e da qui inizia la ben nota via Vittorio Veneto. La porta risale al 403 d.C., quando un'antica posterula di Aureliano fu 1  Lato interno della portaingrandita da Onorio; affiancata e protetta da due torri semicircolari conserva ancora l'originale arco centrale in travertino. Il toponimo della porta discende dalla "gens Pincia", proprietaria del colle omonimo. La porta ebbe diverse denominazioni nella sua storia: anticamente era chiamata "porta Salaria vetus" perché di qui transitava la "via Salaria vetus" (ossia "vecchia"). Vale la pena soffermarsi sull'antichissima via nata forse anche prima della nascita di Roma come "itinerario del sale" e progressivamente sistemata come grande via di comunicazione. Proveniva dalla "porta Fontinalis" delle Mura Serviane, alle pendici del Campidoglio, costeggiava il Quirinale e con un percorso corrispondente alle attuali via Francesco Crispi e via di Porta Pinciana usciva dalla Porta Pinciana, dopodichè si congiungeva, poco oltre la porta, alla "via salaria Nova", che invece usciva dalla Porta Salaria, per dirigersi poi verso la Valle dell'Aniene e la Sabina. Porta Pinciana venne chiamata anche "porta Turata" perché spesso era chiusa da un muro e, dopo che assunse la denominazione Pinciana, per corruzione fu detta anche "Porciana" e "Portiniana". Il nome di "Porta Belisaria" le deriva, invece, dalla tradizione che vuole Belisario (il prode oppositore dei Goti e degli Ostrogoti ma soprattutto colui che restaurò le Mura Aureliane nel corso del VI secolo), ormai vecchio e ridotto in miseria, mendicare sulla soglia della porta che fu anche l'epicentro della sua gloria militare. La storia appare del tutto falsa, anche perché Belisario morì in ricchezza, ma il fatto sembra che fosse ricordato da una scritta graffita alla destra della porta, "Date obolum Belisario", scritta che però non esiste più. La porta venne murata nel 1808 e riaperta ai primi del '900; nella foto 1 possiamo osservare il versante interno della porta, dove è possibile anche notare il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale del rione Ludovisi.

 

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