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Da via di Tor Carbone alla Torre Selce

Rubriche > Appia Antica


Superato l'incrocio con via Erode Attico e via di Tor Carbone, sulla sinistra possiamo notare due sepolcri a tempietto, del II secolo d.C.;


di fronte si trova una torre in calcestruzzo, ai piedi della quale vi era un'epigrafe di liberti ebrei;


e, a seguire, un mausoleo rotondo, su basamento quadrato, con sopraelevazione medioevale.


A questo punto si noti la leggera curva che la strada descrive, probabilmente per rispettare "memorie" preesistenti alla sua costruzione, un sacello, un tempio o un altare. In questo punto si riconosce il luogo delle Fossae Cluiliae, una grande fossa che andava trasversalmente alla strada fino alla via Latina e che avrebbe segnato il confine tra i territori di Roma e di Albalonga: qui sarebbe avvenuto il celebre combattimento tra gli Orazi ed i Curiazi, ai quali la tradizione attribuisce i monumenti che seguono:


il sepolcro dei Curiazi, un tumulo di forma circolare che si trova subito dopo sulla destra. La tomba, risalente all'età tardo repubblicana, è costituita da uno zoccolo circolare appena riconoscibile, un nucleo in calcestruzzo, un tumulo di terra ed una torretta in alto, dalla quale si accedeva direttamente alla camera funeraria situata in basso: un sepolcro che, nella struttura, ricorda molto il Mausoleo di Augusto;


i sepolcri degli Oriazi, in coppia, situati poco più avanti sempre sulla destra, sono due tombe caratterizzate da un cono basso di terra e certamente poco monumentali. Un tumulo è interamente di terra mentre l'altro ha una struttura in calcestruzzo per contenere meglio la terra.


Tra i due tumuli, sulla sinistra, è situato un sepolcro a piramide, attribuito ai Quintili: il nucleo in calcestruzzo è stato completamente spogliato del rivestimento in blocchi di marmo, compresi quelli della fondazione, così da dare oggi al sepolcro questo caratteristico aspetto di fungo.


Più avanti sulla sinistra vi è una grande villa che si affaccia sulla strada con un grande ninfeo, è la Villa dei Quintili.


Proseguendo, sulla destra, vi è il sepolcro di Settimio Galla;


mentre sull'altro lato della strada si trova un sepolcro a torre, che aveva il solito nucleo in calcestruzzo ed era rivestita in blocchi di peperino: l'ambiente a volta che ricorda un archetto era la camera in cui era collocato il sarcofago, oggi senza più facciata né porta sul retro;


un nucleo con statua acefala (ossia senza testa);


la tomba dei fasci consolari, appartenuta ad un magistrato e dalla quale sono stati asportati il fregio a rilievo ed i fasci consolari;


poi il grande mausoleo di Casal Rotondo.


Subito dopo Casal Rotondo era collocata la colonnina del VI miglio e poi, sulla sinistra, una torre medievale impostata su un grande mausoleo a tumulo, chiamata Torre Selce. La torre, costruita nel XII secolo, è costruita con una fascia centrale di travertino che crea un contrasto di colori con il peperino, probabilmente per essere visibile anche da grandi distanze.



 
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