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Itinerario: dal IV miglio a via di Tor Carbone

Rubriche > Appia Antica


Sul lato sinistro della via, accanto alla tomba di Seneca, si trova un mausoleo rotondo su basamento quadrato, dell'inizio dell'Impero, con camera interna coperta a volta e munita di quattro nicchie destinate a contenere sarcofagi,


la tomba dei figli di S.Pompeio Giusto, riconoscibile grazie ad una grande epigrafe in versi. Dalla parete sono stati asportati diversi frammenti archeologici che vi erano murati: restano, oltre all'epigrafe, un frammento di sarcofago bisomo con la raffigurazione dei coniugi. Ai piedi del pilastro vi è stata sistemata una panca con alcuni blocchi di peperino.


Sull'altro lato della strada, oltre il muro di recinzione di una villa, si può osservare il sepolcro di S.Urbano, del tipo a tempietto con gradinata frontale e pronao colonnato sulla facciata, in opera laterizia della fine del II secolo d.C.: qui vi sarebbe sepolto papa Urbano;


sul lato della strada vi è la
tomba di Caio Licinio, come ricorda l'epigrafe murata sul nucleo in calcestruzzo;


una tomba dorica, che non ha un'attribuzione perché priva di un'iscrizione; ricostruita dal Canina, è interessante per le decorazioni scolpite sul peperino e si data alla fine dell'età repubblicana. Si tratta di un sepolcro ad ara e presenta al centro un frammento di lastra scolpita che rappresenta forse una scena di combattimento;


la tomba di Ilario Fusco, dall'epigrafe che qui vi era posta ma scomparsa negli anni '80; al centro vi è situato un rilievo con cinque ritratti di defunti, un genere abbastanza consueto nei monumenti funerari della fine dell'età repubblicana o dell'inizio dell'Impero;


un sepolcro che molto probabilmente doveva essere una tomba familiare, la cui camera funeraria, di forma rettangolare, ha le pareti traforate da nicchie che contenevano le olle cinerarie, mentre la soglia mostra il prolungamento delle pareti laterali creando una struttura in antis;


la tomba di Tiberio Claudio Secondino, della fine del I secolo d.C., nella quale vi furono posti anche la moglie e i figli;


la tomba di Quinto Apuleio, dove si può notare un pezzo dell'iscrizione ed un frammento di lacunare fiorito in travertino pertinente ad un soffitto;


un sepolcro a tempietto, caratteristico del II secolo d.C.: questo podio al di sotto era cavo e vi si potevano collocare i sarcofagi mentre sulla camera sopraelevata della facciata, alla quale si accedeva tramite una scalinata, si celebravano i riti relativi alla sepoltura. La costruzione è interamente in laterizio e presenta una decorazione in cotto con paraste, timpano su mensole e capitelli;


la tomba dei Rabiri, due liberti della gens Rabiria, come si vede dall'iscrizione. Il ritratto è probabilmente della fine del I secolo a.C. ma successivamente, forse nel I secolo d.C., alla parte centrale viene aggiunto il ritratto di un altro personaggio, Ursia Prima, che si definisce sacerdotessa di Iside;


la tomba dei Festoni, del tipo ad ara, ornato da un fregio in rilievo in peperino che mostra dei putti che sorreggono dei festoni, probabilmente di età repubblicana;


una tomba in forma di edicola detta del Frontespizio: si tratta di una torre ai piedi della quale, su una "quinta" moderna, sono murati un frontoncino marmoreo ornato al centro da una rosetta ed un lungo altorilievo con quattro busti di defunti.


Sull'altro lato, al di là di un cancello, si può osservare una tomba in forma di arco quadrifronte.





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