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La Casa-
OFFICINAM HANC STATUARIAM
CUM OMNI INSTRUMENTO ARTIS
QUIBUS CANOVA DUM VIVERET UTEBATUR
MORIENS
ANTONIO DESTE AMICO SUO
ET ALEXANDRO EIUSDEM FIL
QUEM SUPRA CAETEROS ERUDIIT DILEXIT
EX TESTAMENTO RELIQUIT
IIDEM
AMORIS ET GRATI ANIMI ERGO
AD MEMORIAM POSTERITATIS
P.P.
ANNO.MDCCCXXII
ovvero: "(Canova) morente lasciò, secondo testamento, questa officina statuaria, con tutti i ferri del mestiere che Canova usò finché fu in vita, al suo amico Antonio D'Este e a suo figlio Alessandro, che più di tutti istruì (ed) amò, gli stessi perciò con amore e con animo grato per la memoria dei posteri (qui) posero nell'anno 1822".
Un'altra lapide (nella foto 3) fu apposta, sulla stessa facciata dell'edificio, dal Comune nel 1871, per ricordare la grande arte dello scultore:
DA QUESTO STUDIO
LA SCULTURA USCIVA RINNOVELLATA
PER OPERA DI ANTONIO CANOVA
__________
S.P.Q.R.
1871
Nel 1875 la Casa fu messa all'asta: inizialmente non trovò acquirenti, poi fu acquistata da un fabbro, finché nel 1880 riuscì a riscattarla il pittore Archimede Tranzi, pittore e mecenate romano, che ne fece il suo studio. Nel 1912 vi s'insediò l'Unione degli Artisti, i quali nel 1917 posero la seguente targa (nella foto 4):
I GENNARO MMDCLXX
QUI DOVE RIFULSE IL GENIO DI CANOVA
EBBE DIMORA L'UNIONE DEGLI ARTISTI
CHE CESSATA RICORDA
Notare la data, 1 Gennaio 2670, calcolata dalla fondazione di Roma (753 a.C.), che equivale appunto al 1917. La targa, ideata dall'architetto Cesare Bazzani ed eseguita da Ettore Ferrari, è sovrastata dal busto bronzeo del Canova, eseguita da Giuseppe Guastalla sul modello dell'autoritratto canoviano conservato presso l'Accademia di S.Luca. Attualmente la Casa ospita una galleria, Il Canovaccio, all'interno della quale si organizzano incontri letterari. Oggi le dimensioni dell'ex-