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Con questo nome si indica un ampliamento della "Domus Augustana", realizzato da Settimio Severo tra la fine del II e l'inizio del III secolo. Di questo grandioso edificio, posto sull'angolo meridionale del Palatino, restano oggi solo le nude sostruzioni in laterizio che costituiscono una delle caratteristiche più tipiche del colle su questo lato. Queste sostruzioni, a doppio ordine di strutture voltate con arcate su pilastri in laterizio, servirono a creare una piattaforma artificiale che permise di estendere oltre l'area della collina, ormai interamente occupata, ed allo stesso livello delle altre "domus", la nuova ala del palazzo. Alle spalle di questa area vi sono i resti delle Terme Severiane (nella foto 1), probabilmente costruite da Domiziano, terminate da Settimio Severo ed interamente rifatte da Massenzio, alle quali lo stesso Domiziano aveva allacciato l'Acquedotto Neroniano con un prolungamento che, scavalcando su grandiose arcuazioni la valle tra Celio e Palatino, oggi costituita dalla via di S.Gregorio, collegava il palazzo imperiale con il castello terminale situato presso l'Arco di Dolabella e Silano. Sul lato prospiciente la via Appia, a sud-est (ricordiamo che questa iniziava dalla Porta Capena) era il celebre "Septizodium", monumentale facciata-ninfeo a più piani di colonne innalzata da Settimio Severo principalmente per impressionare chi giungeva a Roma provenendo dalla via Appia. Lo splendido edificio fu demolito nel XVI secolo per ordine di Sisto V, che si servì dei materiali così recuperati per vari lavori, tra cui il Palazzo della Cancelleria e la Cappella da lui fatta costruire a S.Maria Maggiore.

Nella sezione Roma nell'Arte vedi:
Settizonio di E.Du Pérac

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