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All'inizio del regno di Domiziano (81-96 d.C.) iniziarono i lavori per la costruzione di un nuovo palazzo sul Palatino. La cima occidentale, il "Germalus", era occupata da case e templi, mentre la parte orientale, il "Palatium", era molto ripida. L'architetto Rabirio appiattì, allora, l'area destinata all'opera ed usò la terra di riporto per riempire la fenditura tra le due cime, ricoprendo anche molti edifici della Roma repubblicana (in tal modo anche preservandoli). La "Domus Flavia" divenne la parte pubblica o di rappresentanza del complesso del Palazzo di Domiziano, mentre la "Domus Augustana" era l'abitazione privata dell'imperatore. L'accesso alla "Domus Flavia" avviene tramite un'aula ottagonale che si apre al centro del lato occidentale e che immette al centro dell'edificio, un immenso peristilio rettangolare (nella foto in alto) un tempo circondato da un portico di colonne di marmo numidico, al centro del quale si trovava una grandiosa fontana di forma ottagonale, con muretti che tracciavano un labirinto. Sul peristilio, che costituiva il cuore dell'edificio, si affacciavano pochi e grandiosi ambienti: al centro del lato settentrionale si trova un'enorme sala chiamata "Aula Regia". L'aula comunica con il peristilio tramite due porte, al centro delle quali vi è un'abside ad arco di cerchio: qui l'imperatore, seduto sul trono al centro dell'abside, dava udienza e riceveva l'omaggio delle persone ammesse al suo cospetto. Sull'opposto lato breve, quello settentrionale, un'unica porta centrale dava accesso ad un podio sopraelevato dal quale si dominava una piazza, generalmente identificata con l'Area Palatina. La funzione di questa sala doveva essere molto simile a quello che sarà, dopo molti secoli, il balcone di piazza Venezia: da qui, nei giorni di udienza, si affacciava, in tutta la sua maestà, l'imperatore per ricevere le ovazioni da parte di un numero certamente imponente di persone. Purtroppo lo stato di conservazione dell'ambiente rende difficile la ricostruzione sia dell'apparato decorativo che architettonico. Ad ovest di questa sala si trova la più modesta aula detta "Basilica" (in condizioni certo non migliori della precedente), con molta probabilità l'Auditorium del Palazzo, cioè una sala destinata ad accogliere il consiglio dell'imperatore, dove si decideva, dunque, la politica e l'amministrazione dell'Impero. Ad est dell'Aula Regia troviamo un altro ambiente modesto e di identificazione più difficile: il cosiddetto "Larario", un luogo cioè destinato al culto degli dei Lari. Il nome è rimasto questo ma sicuramente non era questa la sua funzione, bensì si ritiene che questo fosse, anche in considerazione del fatto che probabilmente qui vi era l'ingresso principale del complesso, l'ambiente destinato ad accogliere il corpo di guardia dei Pretoriani, le guardie personali dell'imperatore. Il lato opposto del peristilio è occupato da una grandiosa sala affiancata da due ambienti minori. La sala (nella foto 1) presenta sul fondo un'abside poco profonda e conserva una parte del suo ricco pavimento marmoreo, innalzato sopra un ipocausto, ossia un doppio pavimento utilizzato per il riscaldamento ad aria calda: molto probabilmente questa era la famosa "Coenatio Iovis", la grandiosa sala da pranzo dell'imperatore. Dei due ambienti laterali simmetrici solo quello di destra si è conservato in buono stato, al centro del quale vi è una fontana ovale (nella foto 2), destinata ad allietare, attraverso le grandi finestre che si aprivano sul triclinio, i convitati sdraiati a banchetto. Ma quel che più interessa è che sotto il pavimento domizianeo ne è stato portato alla luce un altro, più antico, certamente tra i più straordinari esempi di pavimento marmoreo di età imperiale. Esso apparteneva ad un portico di un edificio ricoperto dal palazzo di Domiziano, nel quale si riconosce la più antica delle abitazioni di Nerone, la "Domus Transitoria", distrutta dall'incendio del 64 d.C.

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