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Borgo

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XIV Rione

Disegno di De Zio


Nello splendore fastoso dell'antica Roma, la zona di Borgo era popolata di ville e giardini, tra i quali i famosi horti di Agrippina e di Domizia Lepida. Nell'età fra Domiziano e Traiano venne eretto un circo per le rappresentazioni navali, la naumachia, di cui furono scoperti notevoli avanzi fra Castel S.Angelo e piazza Risorgimento: si calcola che potesse contenere circa 19.000 spettatori. Con il sopravvento del cristianesimo la regione divenne centro di fervida attività religiosa. La tomba di S. Pietro, esistente sul ciglio destro della via Cornelia, faceva parte di un sepolcreto esistente sulla stessa via. La basilica eretta da Costantino fu orientata sull'asse della via, tanto da accogliere nell'abside, come nel luogo più venerato, la cripta dell'apostolo. Attorno alla basilica si aggiunsero gradualmente monasteri ed altre fabbriche per istituzioni accessorie, fra cui gli ospedali. L'afflusso sempre più consistente di pellegrini che giungevano alla tomba di Pietro da tutta Europa fece sorgere gli ospizi nazionali, le scholae: la schola Saxonum per i Britanni, con la chiesa di S.Maria in Saxia, oggi di S.Spirito; la schola Frisorum per gli Olandesi, con la chiesa di S.Magno, oggi dei Ss.Michele e Magno; la schola Francorum con la chiesa di S.Salvatore de Terrione ancora esistente a Porta Cavalleggeri; la schola Longobardorum con la chiesa di S.Giustino. I quattro ospizi, ampliandosi, acquisirono fisionomia di vere colonie e il termine burg, comune a quei popoli per indicare un centro abitato, diede il nome alla zona con il nome di Borgo. Per difendere il sepolcro di Pietro dalle incursioni saracene dell'anno 846, in soli quattro anni fu costruita la cinta muraria della civitas leonina. Il 9 dicembre 1586 Sisto V, alla presenza dei Conservatori, dei Senatori e del priore dei Caporioni, raccolti in Campidoglio, dichiarava Borgo (che fino ad allora era stato incorporato nel rione Ponte) XIV rione di Roma. Tra il 1935 e il 1937 la "spina" di Borgo fu demolita per far posto all'attuale via della Conciliazione. Guardando S.Pietro, c'erano gli scomparsi Borgo Vecchio e Borgo Nuovo (uno a destra e uno a sinistra), stretti e diritti, per arrivare alla scomparsa piazza Scossacavalli: di lì, come per magia, si apriva improvvisamente la grandezza maestosa della piazza di S.Pietro. Bellissima la tradizione della processione delle partorienti (o precescione delle panze, come la chiamavano i borghiciani) legata al rione: al rullo dei tamburi il 26 di luglio la processione avanzava preceduta da una compagnia di granatieri, alla quale facevano seguito gli stendardi dei Palafrenieri; seguivano i lanternoni, ossia coloro che erano incaricati di portare le pesanti lanterne processionali, poi la banda militare e le ammantate, ovvero le future partorienti avvolte in mantelli che ne nascondevano il viso e con una candela in mano, nella speranza che il parto sarebbe stato breve quanto la consumazione della candela stessa. La processione era chiusa dal gruppo scultoreo della Vergine e S.Anna, trasportato su una pesante macchina di legno da 24 uomini: le statue, un tempo poste nella chiesa di S.Anna dei Parafrenieri, oggi sono situate nella chiesa di S.Caterina della Rota.


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